Francesco De Gregori, la sua zingara non è plagio: scagionato dopo 18 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2015 12:28 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 12:28
Francesco De Gregori, la sua zingara non è plagio: scagionato dopo 18 anni

Francesco De Gregori (Foto LaPresse)

ROMA – La zingara cantata da Francesco De Gregori nel 1996 non è un plagio del brano di Albertelli e Riccardi, che vinse Sanremo nel 1969. Lo h deciso la Corte di Cassazione, che dopo 18 anni di processi ha scagionato il cantautore. La Cassazione ha stabilito che l’incipit delle due canzoni, seppur simili, non costituisce una copia. La vicenda dunque si chiude con Albertelli e Riccardi condannati a pagare le spese processuali.

“Prendi questa mano, zingara / Dimmi pure che futuro avrò…”. Questo l’incipit di De Gregori che nel 1996 scatenò l’ira degli autori della canzone che cantata da Bobby Solo e Iva Zanicchi vinse Sanremo, scrive il Secolo XIX:

“I due autori, che avevano avviato nel 1997 una causa per plagio contro De Gregori, sono stati condannati al risarcimento delle spese processuali. Un processo molto interessante perché se è vero che l’incipit è quasi identico, è anche vero che pare evidente la volontà di De Gregori di citare in qualche modo la hit di 17 anni prima, divenuta quasi proverbiale.

Il “principe” si infuriò in occasione della sentenza di primo grado, che lo condannò per plagio, vietandogli di cantare quella strofa in tutte le esibizioni. Il ricorso di De Gregori fu appoggiato persino da Iva Zanicchi, che si dichiarò onorata che un proprio successo fosse stato in qualche modo omaggiato dal cantautore, consegnandolo alla storia della canzone”.