Gigi D’Alessio contro Aldo Grasso: “Io coi camorristi? Cantai anche per il Papa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2015 15:22 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2015 15:25
Gigi D'Alessio contro Aldo Grasso: "Io coi camorristi? Cantai anche per il Papa"

Gigi D’Alessio contro Aldo Grasso: “Io coi camorristi? Cantai anche per il Papa”

ROMA – Una lettera per rispondere ad Aldo Grasso. Il cantante Gigi D’Alessio ha scritto al Corriere della Sera per dire al noto critico che l’aver suonato ai matrimoni di presunti camorristi quando era solo un giovane in cerca di lavoro non fa di lui un “connivente”. Anzi, ribadisce Gigi, secondo tale logica avendo suonato per il Papa dovrebbe essere “in odore di santità”. Una risposta piccata all’articolo di Grasso a cui lo stesso critico non manca di replicare: “La mia era solo ironia a margine di una rubrica”.

Gigi D’Alessio nella lettera al Corriere della Sera scrive:

“Nel suo recente intervento sulla mia presunta conversione laica — più che un articolo che esprime chiaramente la sua posizione, una breve nota a margine, insinuante e affilata come un coltello — Aldo Grasso cita con malcelata riprovazione le mie esibizioni alle feste di matrimonio di camorristi, le presunte frequentazioni pericolose e le cause in tribunale, suggerendo ai lettori un’immagine distorta di me e interpretando il mio appoggio a Marco Pannella come il goffo tentativo di riscatto da un passato presentato come ambiguo (Corriere, 10 maggio).

Avevo 20 anni e cantavo per chiunque mi ingaggiasse. L’intelligenza di Grasso di certo non gli permetterà di pensare che averlo fatto anche ai matrimoni dei camorristi mi abbia reso connivente con loro. Ho cantato anche davanti al Santo Padre, se è per questo, e per lo stesso principio dovrei essere in odore di santità! Non ho mai danneggiato nessuno, e lo sanno bene i magistrati che mi hanno prosciolto dall’accusa di qualsiasi connivenza con fatti di reato. Semplicemente offro la mia musica al pubblico ed è sempre stato così.

Ho scritto miriadi di note e percorso migliaia di chilometri per esibirmi davanti a chi voleva ascoltarmi: «Tutta una vita a far suonare un pianoforte, lasciandoci dentro anche le dita» come cantava Lucio Dalla. La musica è il mio lavoro e il mio pane, ma è anche il lavoro e il pane di decine di persone che lavorano con me. Conosco le loro famiglie e i loro figli crescono con i miei. Una responsabilità in più che mi rende necessariamente più forte. La musica mi ha aperto la strada, mentre a molti che sono cresciuti con me sfortunatamente ciò non è stato concesso, e per questo canto anche la loro canzone”.

La replica di Grasso non si è fatta certo attendere:

“La mia, come Gigi D’Alessio ha ben colto, era solo una breve nota a margine, nello spirito della rubrica. Il selfie con Pannella l’ha messo in circolo lui, le informazioni sui concerti giovanili le ho tratti da una sua intervista. Gigi D’Alessio offre musica, io un po’ d’ironia”.