Giuseppe Verdi, un “Tantum ergo” inedito ritrovato a Finale Ligure

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Giugno 2013 5:00 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2013 0:23
Giuseppe Verdi, un "Tantum ergo" inedito ritrovato a Finale Ligure

Giuseppe Verdi, un “Tantum ergo” inedito ritrovato a Finale Ligure

SAVONA – “Tantum ergo a voce di basso“. Quando Flavio Menardi ha letto il titolo di quest‘opera non autografata non sapeva di avere nella mani un inedito di Giuseppe Verdi. Un’inedito di cui Menardi, direttore della Mediateca Finalese e della Sezione Musicale di Conservazione, e Italo Vescovo, docente di composizione del Conservatorio di Fermo, hanno individuato e certificato la paternità.

L’opera è di Verdi ed è stata ritrovata a Finale Ligure proprio nell’anno del bicentenario della nascita del compositore italiano. L’anteprima mondiale è stata annunciata per il 30 luglio nella città. Ma Dino Rizzo, in un’intervista a Il Giornale, spiega che l’opera potrebbe non essere dell’amato compositore.

IL RITROVAMENTO – Il manoscritto fa parte di un corposo fondo antico che nel 2005 la Società Filarmonica di Finalborgo ha depositato presso la Sezione Musicale di Conservazione della Biblioteca Mediateca di Finale, che ha avviato un lavoro di riordinamento dei manoscritti. Proprio nel corso di questa indagine è stato ritrovato il lavoro verdiano. Effettuate le verifiche del caso, i due studiosi hanno subito intrapreso lo studio del manoscritto (partitura e parti), la sua trascrizione e collazione in vista di una prossima edizione critica.

In un’intervista a Il Giornale, Menardi ha spiegato che il documento

“si compone di una partitura di 9 carte scritte sul recto e sul verso, rilegate con filo nero; manca l’ultima carta, la decima, ma la composizione si completa grazie alla presenza delle parti singole del Basso cantante e degli strumenti”.

Il Giornale spiega che l’arrivo dell’opera a Finale Ligure è un “giallo”:

“Giuseppe Verdi, è noto, svernò per decenni a Genova, soggiornando prima a Villa Sauri e poi a Palazzo Doria. Secondo gli scopritori del manoscritto, a Genova Verdi incontrò e frequentò alcuni personaggi legati in qualche modo alla cittadina del Ponente ligure, quali, per esempio, il celebre violinista – allievo prediletto di Paganini – Camillo Sivori, al quale è dedicato il Teatro Civico di Finalmarina”.

PATERNITA’ DUBBIA? – Per Menardi non ci sono dubbi. L’opera ritrovata è di Verdi, come lui stesso spiega a Il Giornale:

“Si tratterebbe di una breve composizione di cinque o sei minuti, un Tantum Ergo che dovrebbe risalire al 1839. Sicuramente di Verdi perché all’interno troviamo un tema utilizzato per una sua romanza da salotto intitolata L’esule”.

Ma Dino Rizzo spiega che potrebbe non essere Verdi l’autore:

“Sicuramente, per Rizzo, si tratta di un manoscritto non autografo, ma coevo. Ulteriori congetture sulla provenienza della copia potrebbero essere formulate direttamente dalla consultazione e dallo studio della carta del manoscritto. Sulla paternità di Verdi bisogna andar cauti, «perché era prassi comune all’epoca riutilizzare temi operistici di successo per composizioni religiose»”.

In una lettera di Verdi del 1853, che di Tantum ergo ne ha firmati tre, vi sarebbe la conferma della quarta opera:

“Ritornato in patria ricominciai a scrivere Marcie (sic), Sinfonie, pezzi vocali etc. una Messa intiera, un Vespero intiero, tre o quattro Tantum ergo ed altri pezzi sacri che non ricordo”.

Per Menardi però non vi sono dubbi, nell’opera di “intrasente la mano” di Verdi;

“Abbiamo già ascoltato il brano al pianoforte e riprodotto al computer e possiamo dire che si riconosce e si intrasente la mano del grande Maestro”.

“30 LUGLIO PRIMA ESECUZIONE” – La prima esecuzione assoluta del ‘Tantum ergo’ si terrà nel corso di un concerto verdiano vocale e strumentale all’interno della nona edizione della stagione musicale della città di Finale Ligure, ‘Percorsi Sonori’. L’appuntamento è fissato per il 30 luglio alle ore 21.30 nella Basilica di San Giovanni Battista a Finalmarina e vedrà la partecipazione del soprano Anna Delfino, del baritono Bruno Pestarino, dell’Orchestra Classica di Alessandria e del Coro ‘Mario Panatero’ di Alessandria sotto la direzione di Maurizio Fiaschi.