Hal Willner, morto a 64 anni il produttore di Lou Reed. Scrisse colonne sonore per Altman e Scorsese

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 8 Aprile 2020 11:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2020 11:05
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Hal Willner, morto a 64 anni il produttore di Lou Reed. Scrisse colonne sonore per Altman e Scorsese

ROMA – Il produttore musicale Hal Willner è morto all’età di 64 anni. Non è ancora nota la causa della morte, ma varie testate americane parlano di conseguenze legate a sintomi che possono essere ricondotti al coronavirus. La notizia della sintomatologia che avrebbe colpito Willner è stata confermata anche da un portavoce del produttore.

Willner era molto noto negli Stati Uniti avendo collaborato per anni con il “Saturday Night Live”. Tra le sue produzioni ci sono artisti del calibro di Lou Reed e la moglie Laurie Anderson, Lucinda Williams e Marianne Faithfull.

Quest’ultima, a sua volta è stata ricoverata in ospedale, nei giorni scorsi, a causa sempre dei sintomi dovuto al Covid-19. Ciò dimostra come questa malattia stia colpendo anche molte star dello spettacolo e della musica: tra le vittime più recenti, sempre negli Usa si conta infatti anche Adam Schlesinger, frontman e fondatore della band Fountains of Wayne nonché autore delle musiche di molte serie tv. 

Tornando a Hal Willner, la sua carriera cominciò da ragazzo quando cominciò a lavorare in un distributore locale di dischi. Qui coltivò la passione per la produzione e cominciò a farsi una reputazione per la capacità di riunire star per tributi e compilation.

Tra i tanti progetti a cui lavorò, ci sono diverse colonne sonore tra cui quella intitolata “Stay Awake: Various Interpretations of Music from Vintage Disney Films” che comprendeva, tra gli altri, Michael Stipe, Ringo Starr e Sinéad O’Connor.

Willner realizzò tributi a Federico Fellini, Thelonious Monk, Tim Buckley insieme al figlio Jeff, lavorò con poeti e scrittori come Allen Ginsberg e William S. Burroughs. Collaborò anche ad alcune colonne sonore: tra le più note, “America oggi” di Robert Altman e “Gangs of New York” di Martin Scorsese (fonte: FanPage, Repubblica, Pitchfork).