Il Volo, Tony Renis: “Li ho lanciati io negli Usa. Ringraziamenti? Ancora no”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2015 12:15 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 12:15
Tony Renis e Il Volo

Tony Renis e Il Volo

ROMA – “Io sono il papà dei tre componenti de Il Volo, Roberto Cenci, che ebbe l’idea di riunirli, è la mamma” dice, intervistato dal Corriere della Sera, Tony Renis celebrando la vittoria di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble a Sanremo.

Ma le hanno almeno telefonato? «Assolutamente no. Ma non è questo il punto. Dopo aver prodotto, con Humberto Gatica, tre loro dischi che hanno portato la grande musica italiana nel mondo ora, con David Foster e Humberto Gatica sto concentrando tutte le energie sulla produzione del nuovo disco di Andrea Bocelli».

«Si sa — spiega ancora da Los Angeles Tony Renis —, il successo ha mille padri, mentre il fallimento è orfano. Lavorare per cinque anni con loro è stata una delle esperienze più belle sotto l’aspetto umano e professionale. Quando, facendo zapping a Los Angeles, vidi una loro esibizione nel programma “Ti lascio una canzone”, rimasi folgorato. Avevano poco più di 14 anni e voci già formate. E così cercai un contatto. Alla base del successo americano di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble sta anzitutto il loro talento. Il mio ruolo è stato quello di metterli in contatto con la gente giusta dando loro i giusti consigli per un mercato che conosco bene. Il mio patrimonio personale sono le conoscenze e l’entusiasmo che metto nelle cause che abbraccio. In questo caso prima il mio avvocato e amico fraterno Peter Lopez (scomparso prematuramente) e il contatto con l’etichetta Geffen. Lì credo di aver creato il miracolo. Un contratto milionario sulla base solo di un provino di “’O sole mio” fatto ascoltare dal mio computer ai grandi capi Jimmy Iovine della Universal e Ron Fair della Geffen. Ma prima avevo stretto rapporti con le belle famiglie dei tre ragazzi che avevano deciso di fidarsi di me. E hanno fatto bene. Io li ho portati da Quincy Jones, li ho fatti duettare con Lady Gaga».

Cosa ha visto in questi tre ragazzi? «Sono straordinari, tre voci diverse che formano un’alchimia. Piero Barone è il vero tenore. Ignazio Boschetto è il tenore pop, mentre Gianluca Ginoble ha un timbro baritonale alla Sinatra. Uno dei segreti de Il Volo è che… cantano a colori, nel senso che ciascuno di loro esprime una timbrica diversa e l’impasto è subito riconoscibile. Le voci non si confondono e sono precise e distinte con una dizione perfetta e messe in armonia danno un bellissimo risultato. Spesso invece le voci di un gruppo corale si assomigliano, si confondono, si impastano».

Una collaborazione così lunga, senza nemmeno una telefonata... «Non è questo che conta. Conta il futuro. E loro ne hanno uno radioso. I miei meriti non hanno bisogno di essere conclamati, sono nei risultati. Ho la fortuna di far parte di questa squadra di produttori che lavora a Bocelli ed è li che ora devo esprimermi. Certo, il mio pensiero va spesso a questi ragazzi: sono diligenti, studiosi, non bevono, non fumano. Sono dei bravi ragazzi. Prima o poi bisognerà fare un film o un musical su questa bella favola a lieto fine. Naturalmente prodotto da chi li conosce bene. Come me».