Musica

Indonesia. Sexy popstar sfida gli imam e si candida alle elezioni

La popstar indonesiana Julia Perez

Nell’Indonesia, il piu’ grande Paese musulmano al mondo, una giovane sexy cantante pop e attrice di soap opera, spesso succinta nell’abbigliamento, sfida gli imam e si candidera’ alle elezioni locali che si terranno quest’anno.

Ne da’ notizia il New York Times che pubblica oggi sul suo sito un’intervista a Jupe, 30 anni, un decennio trascorso tra Francia e Olanda, tornata da tre anni nel Paese natio.

 Nata Yuli Rachmawati, nome d’arte Julia Perez, promette di infilarsi come un cuneo in una societa’ divisa fra Islam e costumi occidentali, fra radicalismo religioso e secolarismo, con un curriculum, scrive il Times, che comprende video piccanti, spettacoli sexy e un album, il suo successo maggiore, dal titolo ‘Kamasutra’, la cui confezione includeva anche un profilattico.

Abbastanza da attirarsi l’ira di religiosi e associazioni islamiche, che hanno ottenuto di bandire i suoi concerti da quasi tutte le citta’ indonesiane tranne Giakarta. E altri strali sono piovuti su Jupe quando di recente ha annunciato di volersi candidare in elezioni locali previste in dicembre a Pacitan, a Giava, che e’ anche la citta’ natale del presidente Susilo Bambang Yudhoyono.

E’ stata la goccia che fa tracimare il vaso: alcuni politici invocano per sbarrarle la strada una legge che impedisca la candidatura a chi abbia ”difetti morali”. Ma per quanti la attacchino, altrettanti la difendono su molti media e blog, contrattaccando con l’argomento che se si dovessero giudicare i politici indonesiani per la loro condotta etica…

”E allora? Se sono sexy?”, si difende lei nell’intervista al Nyt. ”Se mi vedi domani puoi ancora mangiare. Ma se rubo il tuo denaro, tu domani non puoi mangiare, non puoi andare a scuola e sei un uomo senza speranze”. Insomma, chi e’ senza peccato scagli la prima pietra.

Priva di esperienza politica, Jupe dice di voler contribuire a migliorare le condizioni di vita della gente di Pacitan, in un Paese, dice lei, in cui ”forse il 30% sente di vivere in una democrazia”, mentre poverta’ e mancanza di opportunita’ privano il restante 70% di ogni possibilita’ di scelta.

Nata in poverta’, ricorda che sulla sua tavola da bambina spesso c’erano solo riso e un po’ di cipolla fritta. ”Avere abbastanza da mangiare era il nostro unico sogno. Non avevo sogni perche’ non avevo soldi”.

La sua fortuna, racconta, fu di entrare nelle grazie di una donna piu’ anziana che faceva la segretaria in un albergo. Grazie a lei pote’ studiare e lavorare come segretaria per una compagnia olandese. Si fidanzo’ poi col figlio del proprietario, che la porto’ in Olanda, spalancandole le porte di una nuova vita.

NTTQualcuno sostiene che l’idea di candidarsi non sia farina del suo sacco: ”Sembra piu’ una provocazione da parte dell’opposizione per creare imbarazzo al presidente”, ipotizza Julia Suryakusama, autrice di un libro su sesso e politica. Puo’ essere, dice lei, ”ma forse la politica e’ questa”

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