Jim Morrison: a 40 anni dalla sua morte il ricordo dei fan

Pubblicato il 28 Giugno 2011 17:30 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2011 17:50

PARIGI – Jean-Michel ha 24 anni ed è venuto apposta da Tolosa a Parigi per lasciare una bottiglia di whisky sulla tomba del suo idolo, Jim Morrison. Attorno alla tomba del leader dei Doors, nel cimitero degli artisti parigino, il Pere Lachaise, c’è sempre un gruppo di fans, turisti e curiosi. I loro messaggi si leggono incisi a migliaia sul tronco di un albero: ”Live Forever”.

Intorno alle 11 di martedì mattina, termometro già sui 30 gradi, Jean-Michel, look trasandato, capelli in un codino, si scola un po’ di Jack Daniel’s, lo condivide con due amici che si sono fatti con lui il viaggio dal sud, lo offre ai presenti, scavalca le transenne e posa la bottiglia sulla tomba. ”Questa è per te Jim – dice – che, chissà, magari non sei neanche qui e te la ridi davvero alle Seychelles”.

Per Jean-Michel, che nel ’71 non era neppure nato, Morrison è ”un mito scoperto ai tempi dell’adolescenza. “A noi giovani ci resta solo lui. I nostri genitori e nonni non avevano forse Elvis?”. I 40 anni trascorsi dalla sua morte, a soli 28 anni, il 3 luglio 1971, hanno ulteriormente rafforzato il mito di una delle icone più potenti della storia del rock. Il corpo senza vita di Jim Morrison fu trovato nella vasca da bagno del suo appartamento di Parigi, che condivideva con la compagna di sempre, Pamela Courson, morta di overdose tre anni dopo di lui, portandosi via i segreti sull’ultima notte del re Lucertola.

Per Morrison si continua a discutere, proprio come si fa ancora per Jimi Hendrix, scomparso anche lui a 28 anni appena un anno prima del frontman dei Doors. C’è chi parla di arresto cardiaco, chi di overdose, chi è convinto che abbia messo in scena la sua morte per ricominciare un’altra vita altrove. In ogni caso, il mito vive, senza mai essere intaccato, nato nel 1965 insieme alla band, The Doors.

Per chiunque visiti il Pere Lachaise la lapide del cantante maledetto, avido lettore dei ”maledetti” Baudelaire e Rimbaud, è una tappa obbligata. Questo resta uno dei luoghi più visitati della città, sul quale circolano mille storie e leggende di feste notturne e riti satanici. Informazione mai davvero smentita dall’amministrazione del cimitero, che si visita come un museo. Da qualche tempo ormai la tomba di Morrison e’ transennata per contenere gli eccessi dei fans.

Qualcuno però ha scavalcato per piantare nella sabbia una rosa gialla, ancora fresca. Ci sono spagnoli, americani, inglesi, molti italiani. Come Raffaele e Francesca che arrivano da Milano e come tanti prima di loro hanno scattato l’immancabile foto ricordo. Per Raffaele, fan dei Doors, e’ il secondo ”pellegrinaggio” alla tomba in pochi anni: ”non sapevo dell’anniversario – dice -, ma è una piacevole coincidenza ritrovarmi qui, anche se per puro caso, a pochi giorni dal 3 luglio”.