Kurt Cobain, ex commissario Seattle: “Suicidio? Il caso andrebbe riaperto perché…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Giugno 2015 13:14 | Ultimo aggiornamento: 26 Giugno 2015 13:14
Kurt Cobain (foto Ansa)

Kurt Cobain (foto Ansa)

ROMA – “Il caso della morte di Kurt Cobain andrebbe riaperto” ha detto, in un’intervista inserita all’interno di un docu-film (“Soaked In Bleach”) dedicato al cantante e chitarrista dei Nirvana, Norm Stamper, ex commissario della polizia di Seattle. “Se è stato ucciso – ha detto Norm Stemper – quindi non è morto suicida, noi tutti ci dovremmo vergognare. Era una nostra responsabilità scoprirlo. Si tratta di onore, etica”.

Norman è stato in carica dal 1994 fino al 2000. Secondo lui la polizia di Seattle avrebbe dovuto “adottare misure valide per analizzare il comportamento di individui chiave che avrebbero avuto un motivo valido per vedere il cantante morto”. “Se infatti Kurt Cobain è stato ucciso, quindi non è morto suicida, noi tutti ci dovremmo vergognare. Perché era una nostra responsabilità scoprirlo. Si tratta di fare le cose giuste o sbagliate. Si tratta di onore, etica”. Poi Stamper ha aggiunto: “Se non abbiamo svolto bene le indagini una prima volta potremmo fare meglio alla seconda. Io in questo momento, se fossi ancora il capo della polizia, avrei riaperto l’indagine”.