Lady Gaga: “Sono come Andy Warhol il mio pop cambia il mondo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2013 12:22 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2013 12:22
Lady Gaga

Lady Gaga

ROMA – “Sono come Andy Warhol il mio pop cambia il mondo”, Lady Gaga presenta il nuovo album Artpop a Berlino e si racconta: “E’ vero sono teatrale, ma quando poi torno a casa e mi levo il costume, la verità è che lì sotto rimango la stessa fottuta persona di prima, solo un po’ più complicata”.

“Siete voi la mia vera e unica casa – continua Lady Gaga – sono i vostri cuori quelli che mi fanno dubitare di quando mi definisco una zingara. La verità è che dove siete voi, lì sono io”.

Forbesl’ha inserita tra le donne più potenti al mondo: sente una certa responsabilità quando si muove come personaggio pubblico?
«No, sono classifiche che non mi interessano così come non mi interessa il potere. Nella mia vita ho superato tanti problemi:depressione, dipendenze e disordini alimentari. Ed ogni volta che mi sono trovata in queste situazioni ho visto Dio, non quello canonico, ma inteso come un’idea generale di affetto intorno a me pronto a sostenermi. E così se c’è una cosa che posso dire a chi mi segue è di essere buoni gli uni con gli altri e basta. Non voglio distruggere il mondo, lo voglio cambiare e la vita è troppo corta per fare e farsi del male».
Le pesa il successo che riscuote in tutto il mondo?
«No, i miei fan sono la ragione stessa della mia esistenza. Qualche mese fa ero in studio per registrare le canzoni diArtpop e fuori un gruppo di miei supporter stava cantando a squarciagola le mie canzoni. Ho dovuto interrompere il lavoro in studio, ma l’affetto ricevuto è stato ec-cezionale».
Quanto è condizionata la sua carriera da scelte di marketing e commerciali in genere?
«Girano tante voci in Internet sul mio conto e mi dispiace che ci sia gente pronta a dargli credito e a perderci tempo. Ad esempio c’è chi mette in dubbio che io sia veramente bisessuale. Lo sono, non ho nulla da nascondere, non direi bugie per attirare l’attenzione su di me. Sono fiera di quando scrissi Born this way.Vivere e mostrarsi per come si è davvero è uno slogan in cui tuttora credo e sono felice che tante persone mi abbiano detto di essersi sentite ispirate dallemie parole».
Artpop nasce dalla collaborazione con celebrità dell’ambiente musicale, come R. Kelly, David Guetta e Will. I. Am, ma anche del mondo dell’arte come Jeff Koons che per lei ha realizzato la copertina dell’album: come è riuscita a condensare tutte queste personalità così diverse in un lavoro che possa definirsi coerente?
«Prima di mettermi al lavoro sul mio nuovo album ebbi modo di parlare con Jeff Koons e Marina Abramovic sulla mia idea di arte. Gli spiegai che ciò che volevo tentare di fare era un percorso analogo, ma in direzione contraria a quello fatto da Andy Warhol trent’anni fa, quando rese arte un oggetto di uso quotidiano, come la bottiglietta della Perrier. Quello che lui aveva fatto con le immagini, io volevo farlo con i suoni, prendere i suoni e la musica dell’epoca in cui vivo ed interpretarli in maniera originale. Se non si ambisse all’immortalità artistica, non varrebbe la pena di provare a fare arte. E’ un approccio che è piaciuto sia a Koons che alla Abramovic ed è per questo che poi Jeff ha lavorato alle immagini del nuovo album e ad una statua che sveleremo l’11 novembre, mentre Marina Abramovic mi ha invitato lo scorso agosto ad essere protagonista di una sua performance artistica ».