Led Zeppelin, Physical Graffiti torna 40 anni dopo. Più semplice e più rock

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2015 7:21 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2015 0:12
Led Zeppelin, Physical Graffiti torna 40 anni dopo. Più semplice e più rock

Led Zeppelin, Physical Graffiti torna 40 anni dopo. Più semplice e più rock

ROMA – È stato uno dei dischi più importanti del rock, l’apice creativo della carriera dello storico gruppo che l’ha ideato e fra pochi giorni compirà 40 anni. In diretta dagli Olympic Studios di Londra è andata in scena stasera la festa in onore di ‘Physical Graffiti’, l’album dei Led Zeppelin che sarà ripubblicato la prossima settimana – a 40 anni esatti da quel 24 febbraio 1975 in cui uscì – in una Deluxe Edition rimasterizzata e arricchita da sette inediti.

A presentare la riedizione stasera in una diretta streaming ospitata da Yahoo! è stato Jimmy Page, chitarrista e produttore dei Led Zeppelin, che ha ripercorso la storia del disco con i giornalisti presenti negli storici studi londinesi e con i fan che hanno seguito l’evento via internet. “Ci troviamo nella stanza dove abbiamo registrato il primo album, negli studi dove abbiamo realizzato le sovraincisioni di ‘Physical Graffiti’ – ha detto Page introducendo l’evento – qui è dove abbiamo fatto la nostra storia”.

Il momento più atteso è quello dell’ascolto delle sette tracce inedite, versioni iniziali o alternative di altrettante canzoni del disco: fra queste spiccano ‘Sick Again’, molto più heavy con meno sovraincisioni e un’intro diversa rispetto alla versione finale (“Eravamo solo io e John Paul Jones a registrarla”, spiega Page), ed ‘Everybody Makes It Through’, che della definitiva ‘In The Light’ mantiene la melodia ma con uno stile molto differente (“Uno schizzo preparatorio con un carattere diverso”). In generale le canzoni, ancora prive di molte sovraincisioni di chitarra, risultano più immediate e d’impatto grazie a una minore sofisticazione sonora.

“Dopo tour lunghissimi avevo tempo a disposizione e alcune canzoni pronte con suoni e orchestrazioni già in testa – ha raccontato il chitarrista a proposito della realizzazione di ‘Physical Graffiti’ nel cottage di Headley Grange – dovevamo registrare lì dove avevamo trovato il nostro suono con il quarto album”. Dialogando con i giornalisti arrivati da tutto il mondo Page ha snocciolato aneddoti, dalla stesura di ‘Kashmir’ (“Nessuno di noi ci era andato, ma con quella canzone sapevamo che stavamo realizzando una cosa mai fatta prima”) agli storici cinque show a Earls Court nel maggio del 1975 (“Siamo stati i primi in Inghilterra a suonare con proiezioni e laser, oggi li vedi dappertutto!”).

Proprio riguardo all’esperienza dal vivo Page ha raccontato: “Ai tempi, senza videoclip, la risposta del pubblico alle nuove canzoni si misurava dal vivo – ha detto il chitarrista – allora la musica poteva cambiare davvero la vita delle persone”. Il chitarrista ha anche spiegato il significato dell’iconica copertina, che raffigura persone e oggetti dietro le finestre di un palazzo di New York: “L’idea era una continuazione della ruota di ‘Led Zeppelin III’: ha rallentato l’uscita del disco ma ci tenevamo”.

Al termine dell’evento Page ha dichiarato che il progetto di riedizioni continuerà con gli ultimi tre album, ‘Presence’, ‘In Through The Out Door’ e ‘Coda’: “Siamo al giro di boa delle nostre riedizioni, arriveranno delle belle sorprese: il piano generale era catturare l’essenza e lo spirito creativo dell’epoca in cui i dischi furono concepiti”. E come meglio celebrare la rievocazione di un’epoca se non con un disco che secondo i suoi stessi autori ha rappresentato la summa artistica dei Led Zeppelin, attraversando i generi dal funky all’hard-rock, dal raga indiano al blues, dal progressive al folk. ‘Physical Graffiti Deluxe Edition’ sarà pubblicato in doppio CD e doppio LP rimasterizzati, in triplo CD e triplo LP con i sette inediti, in versione digitale e con un box set contenente CD, LP, inediti e contenuti speciali.