Lou Reed emoziona Milano tra Velvet Underground e Andy Warhol

Pubblicato il 9 Luglio 2011 0:11 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2011 0:11

Lou Reed (Foto LaPresse)

MILANO – In una Milano a rischio tempesta, fra i nuvoloni che facevano capolino sull’Arena Civica e la grandine del pomeriggio, un’altra leggenda del rock ha fatto il suo ingresso nell’estate musicale italiana. Stasera è stata la volta dell’eclettico Lou Reed che ha aperto la sua ricca tournee di otto date con una performance emozionante, accompagnato da una band di nove elementi e da un meteo imprevedibile e un po’ burrascoso, in linea con il suo passato.

Il cantautore e chitarrista americano ha fatto attendere la nutrita platea per una buona mezz’ora, presentandosi sul palco dopo le 21:30 quando i fan scalpitanti avevano iniziato a lanciare qualche fischio di impazienza. Jeans e maglia aderente, collanina e occhiali, l’ex leader dei Velvet Underground ha alzato le mani al cielo per salutare il pubblico, un po’ traballante e statico, ma ben sorretto dalla sua chitarra.

Ha poi dato il via a una scaletta che, come per le precedenti date europee, non ha indugiato sui pezzi più conosciuti come ‘Perfect Day’ o ‘Walk on the wild side’, concentrandosi invece sulla sua produzione di fine anni ’70. Sessantanove anni compiuti a marzo, una vita costellata di droghe ed esaurimenti nervosi, Lou Reed ha mantenuto il suo timbro profondo ed elegante e un piglio tormentato che non indugia su tante parole, se non a qualche ‘yeah’ e ‘thank you’.

Dopo la partenza con ‘Who loves the sun’ e ‘Senselessly cruel’, dopo ampi e ipnotici assoli musicali che hanno dato spazio a violino e sax oltre che alle chitarre distorte, l’unica pausa per parlare Lou Reed l’ha dedicata al compianto amico Andy Warhol, scomparso nel 1987: ”Presto sarà il 25/o anniversario di Andy Warhol, il mio amato leader. Prima non c’era nulla, nulla. Poi c’è stato Andy”, ha detto, intonando la canzone a lui dedicata, ‘Smalltown’.

Subito dopo è stata la volta di ‘Mother’, cover di John Lennon, e di ‘Venus in furs’ dei Velvet Underground, canzoni rese ruvide e dilatate al massimo e accolte con applausi a scena aperta. L’entusiasmo è salito sulle note iper-conosciute di una ‘Sunday Morning’ commuovente, solo per voce, chitarra acustica e violino, che ha tenuto tutti a fiato sospeso, per poi ripartire col rock.

Dopo Milano, Lou Reed proseguirà il tour italiano a Pistoia (10 luglio), Lecce (16 luglio), Taormina (18 luglio), Pescara (20 luglio), sul lago di Garda a Gardone Riviera, nella provincia di Brescia (22 luglio), Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì-Cesena (23 luglio), per chiudere a Roma (25 luglio).