Michale Jackson, un anno dalla morte: ancora mistero e affari da record

Pubblicato il 25 Giugno 2010 9:37 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2010 9:37
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Michael Jackson

Un anno fa, il 25 giugno 2009 moriva nella sua villa di Holmby Hills, Los Angeles, il “Re del pop” Michael Jackson. Moriva con una overdose accidentale di sonnifero causata, probabilmente, dal suo medico, Conrad Murray, ora sotto processo. Milioni di fan in lutto, per giorni rimasero davanti alla sua tenuta per piangere il loro idolo che se ne era andato prematuramente. All’epoca i cinici avevano pronosticato che il “brand” Jackson avrebbe fruttato di più da morto che da vivo. A un anno di distanza da quella tragica morte, cinicamente, bisogna dargli ragione.

Negli ultimi dieci anni, infatti, Michael era alla ricerca di un successo ormai quasi tramontato, tentava invano di risalire sulla cresta dell’onda. Ma i suoi dischi non vendevano più come prima, erano anni che non faceva un tour mondiale, era ricoperto di debiti. Dopo la sua morte, invece, il suo “brand” è tornato a fiorire, ad essere quello degli anni più gloriosi. In 365 giorni sono stati venduti oltre 31 milioni di album. C’è chi dice che in tutto, nell’anno trascorso dalla sua morte, il suo brand abbia guadagnato oltre un miliardo di dollari. Abbastanza soldi per appianare tutti i debiti e mettere da parte dei “risparmi” per i tre figli di Michael, Pince (13 anni), Paris (12 anni) e Blanket (8 anni). E non è finita: la Sony sta producendo un nuovo album di canzoni inedite che uscirà per novembre, il film “This is it”, fatto con immagini del backstage di quello che sarebbe passato alla storia come uno degli spettacoli musicali più maestosi, ha garantito altri 60 milioni di dollari.

Insomma, dando ragione ai più cinici e maligni, al “brand” e alle casse della famiglia Jackson, la morte di Michael è convenuta. Per il resto, rimangono in sospeso alcune domande affiorate già lo scorso anno. La morte di Michael è stato un errore o un omicidio? Per ora il medico che ha somministrato a Jackson la flebo letale di anestetico da sala operatoria (da lui prescritto come semplice sonnifero) non è stato sospeso dalla professione ma gli è stato proibito dal giudice di somministrare anestetici ai pazienti. Aspetta il processo penale per omicidio colposo (udienza preliminare il 23 agosto) e quello civile per danni intentato dai Jackson.