Michael Jackson, all’asta la siringa che iniettò la dose letale di anestetico

Pubblicato il 18 Marzo 2010 11:20 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2010 11:56

Michael Jackson

Dopo i capelli bruciati durante la registrazione di una pubblicità della Pepsi, adesso all’asta va l’ultimo oggetto che ha toccato Michael Jackson: la siringa con la quale il medico di Jacko iniettò la dose fatale di anestetico. E come a rendere ancor più raccapricciate la questione è la scelta della data: il 25 giugno, primo anniversario della morte del re del pop.

La macabra quanto di cattivo gusto vendita dovrebbe tenersi forse a Las Vegas ma più probabilmente fuori dagli Stati Uniti data la dubbia legalità dell’affare. E ancora peggio il prezzo di partenza dovrebbe essere quello di 5 milioni di dollari.  Se il guanto di paillettes che Jackson indossò la notte in cui inventò il suo famoso passo di danza, la « Moonwalk», è stato venduto l’anno scorso per 350mila dollari, 420mila con tasse e commissioni, a un milionario asiatico, e la giacca del cantante è stata battuta per 225mila dollari è evidente che Michael Jackson, come si era tristemente capito da subito, da morto vale quasi più che da vivo.

A rivelare l’asta di cattivo gusto il tabloid britannico Daily Mirror, un’idea che avrebbe fatto inorridire la famiglia. «Sono furiosi e umiliati che qualcuno stia cercando di guadagnare in questo modo dalla sua morte. E’ un oltraggio alla sua memoria», scrive il giornale. Molti i dubbi però sulla reale possibilità di mettere all’asta tale oggetto: anche se non si trattasse di una prova nel processo per omicidio colposo a carico del dottore del cantante, Conrad Murray, essa sarebbe di proprietà del medico o degli eredi di Jackson, non di una terza persona.

E, in quel caso, si tratterebbe di materiale rubato. La casa d’aste potrebbe essere incriminata per ricettazione ( già un’altra recente asta di «memorabilia» legati a Michael è sotto inchiesta proprio per ricettazione). Per questo, dice al tabloid una «fonte anonima», l’asta potrebbe avvenire in Brasile o in Libia.