E’ morto soffocato dal suo stesso vomito l’ex batterista degli Stereophonics

Pubblicato il 9 giugno 2010 10:12 | Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2010 10:49

Stuart Cable

E’ morto a 40 anni, lunedì 7 giugno,  Stuart Cable l’ex batterista degli Stereophonics. L’artista, secondo la ricostruzione della polizia riferita dal Sun sarebbe morto soffocato dal suo stesso vomito, dopo un week-end di baldoria con gli amici, iniziato al pub locale e terminato poi nella sua casa, insonorizzata per non arrecare disturbo ai vicini quando suonava la batteria o dava delle feste.

Ironia della sorte, sabato prossimo Cable si sarebbe dovuto esibire al “Download Festival” di Donington Park con il nuovo gruppo, i Killing for Company (che l’anno scorso fecero d’appoggio agli Who), mentre 36 ore prima del decesso la sua vecchia band aveva trionfato in concerto a Cardiff, davanti a 30mila fan.

«La scorsa settimana gli mandai un messaggio di auguri – ha raccontato l’amico Kelly Jones al Daily Mail – al quale lui rispose “non avrei mai pensato di arrivare ai 40 anni”. Lo trovai abbastanza strano e così replicai “vivrai fino a cent’anni, amico mio” e mi misi d’accordo per passare da lui a farmi un pinta e fargli gli auguri di persona. Ecco perché adesso sono in totale stato di choc».

Il cantante e Cable fondarono gli Stereophonics nel 1992. Dopo un inizio difficile, arrivò la svolta con la firma del contratto per l’etichetta V2 di Sir Richard Branson e, con quella, il successo grazie a canzoni come Have a Nice Day, Local Boy in The Photograph, Just Looking e The Bartender and the Thief. Ma proprio quando il gruppo era all’apice della popolarità, Cable comincio a dare chiari segni di cedimento e iniziò a drogarsi per reggere la pressione, trasformandosi ben presto in uno «zombie cocainomane», come si è definito lui stesso nella biografia Demons and Cocktails, uscita lo scorso mese.

Una discesa agli inferi che culminò nel settembre del 2003, quando Jones e l’altro membro della band, il bassista Richard Jones (nessuna parentela fra i due), decisero di cacciarlo, esasperati dalle continue scenate di Cable, che aveva anche cominciato a tradire la moglie Nicola con la stella della tv, Lisa Rogers. Dopo la cacciata dalla band, Cable continuò a drogarsi per qualche tempo, ma alla fine decise di darsi una ripulita, perché aveva capito che tale andazzo lo avrebbe portato alla tomba e di trasferirsi perciò nel suo paese d’origine dove, oltre a fondare il nuovo gruppo, iniziò una carriera radiofonica come conduttore dello show Cable Rock per la BBC Wales.

«Stuart ha girato il mondo con la band e mi sono sempre preoccupata – ha detto mamma Mabel al Mirror – e adesso che si era finalmente sistemato, succede una cosa del genere». «Ci hanno detto che è morto soffocato dal suo stesso vomito – ha detto un amico al tabloid – ma Stuart era un vero “animal party” e se n’è andato come avrebbe voluto».