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di Alessandra Baldini (Ansa)
Pubblicato il 11 Giugno 2015 21:05 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 21:05
Ornette Coleman morto per arresto cardiaco, addio al padre del free jazz

Ornette Coleman

NEW YORK – Tace per sempre il “sassofono libero” di Ornette Coleman, uno dei grandi rivoluzionari del jazz: il leggendario musicista di origine texana si è spento giovedì mattina a Manhattan. Era considerato uno dei più grandi innovatori nella storia della musica e considerato il padre del “free jazz”, un termine da lui stesso inventato. Coleman è morto a 85 anni per arresto cardiaco, ha annunciato un rappresentante della famiglia.

“Attraverso il suo esempio negli anni ’50 e ’60 ha aiutato il jazz cambiare rotta, ad essere meno legato alle regole di armonia e ritmo e a prendere le distanze con il repertorio delle canzoni americane”, ha scritto il New York Times. Fu questa una risposta a Charlie Parker, ma Coleman fu anche una “voce” musicale più volubile e teoretica di John Coltrane, l’altro grande “apripista” di quell’epoca. Divenne celebre come musicista filosofo, con interessi più ampi di quelli della sua musica. “Shape of Jazz to Come” nel 1959 fu l’album che lo rese famoso, una rottura dallo stile bebop che era stato finora dominante. Quell’anno Ornette aveva avuto una “residency” al Five Spot club di New York. “Alcuni se ne sono andati ancor prima di finire il cocktail, altri sono rimasti ipnotizzati, altro litigavano a scena aperta”, scrisse all’epoca il critico George Hoefer a proposito delle reazioni contrastanti del pubblico. “I musicisti bebop suonavano cambiamenti, non suonavano movimenti. Io cercavo di suonare idee, cambiamenti, movimenti e note non trasposte”, aveva detto di recente in un’intervista.

Coleman ha introdotto nel jazz un nuovo vocabolario: melodia, strumentazione e tecnica furono pilotati da lui in acque inesplorate. Nel 2007 per il suo album Sound Grammar aveva vinto il Pulitzer. Coleman veniva da Fort Worth e aveva cominciato a suonare il sassofono da studente con una banda R&B. Un vero e proprio viaggiatore del jazz, in senso letterale e metaforico, aveva debuttato a New Orleans, poi, dopo un breve ritorno a casa, si era spostato a Los Angeles: fu lì, secondo il documentario “Jazz” di Ken Burns, che nacque il suo stile particolare che mischiava il country blues con la teoria tecnica del jazz. Il suo primo album, registrato a Los Angeles, fu Something Else!!!, in cui suonava con Don Cherry e Billy Higgins. Molto più tardi, negli anni ’70 and ’80, si divertì a giocare con rock e funk, a un certo punto collaborando con Jerry Garcia dei Grateful Dead. Nel 1979 era stato invitato a suonare a Saturday Night Live. Non aveva deposto il sassofono neppure in vecchiaia e ancora l’anno scorso era stato possibile ascoltarlo.