Pete Shelley dei Buzzcocks muore a 63 anni: la sua band nella storia del punk inglese VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 dicembre 2018 15:31 | Ultimo aggiornamento: 7 dicembre 2018 15:31
Pete Shelley dei Buzzcocks muore a 63 anni

Pete Shelley

ROMA – Pete Shelley, il frontman e leader dei Buzzcocks, è morto all’età di 63 anni per un infarto. La sua band è stata una delle più note del punk inglese. Accanto a nomi come Sex Pistols, Clash, Damned Vibrators, Stiff Little Fingers c’erano i Buzzcocks.

Pete Shelley è morto giovedì 6 dicembre nella sua casa in Estonia. La band ha dato l’annuncio sul suo profilo Facebook: “È con grande tristezza che confermiamo la morte di Pete Shelley, uno dei cantautori più influenti e prolifici del Regno Unito e co-fondatore della band punk originale di Buzzcocks. La musica di Pete ha ispirato generazioni di musicisti per una carriera durata cinque decenni e con la sua band e come artista solista, è stato tenuto in grande considerazione dall’industria musicale e dai suoi fan in tutto il mondo”.

Shelley aveva fondato i Buzzcocks a Manchester nel 1975 dopo avere incontrato Howard Devoto. Con loro c’erano anche Steve Diggle e John Maher. I quattro suonavano in maniera molto rabbiosa non tralasciando una fortissima vena pop, power pop avrebbero chiamato il loro genere i critici qualche anno dopo. 

I Buzzococks, in breve divennero una delle band di punta della nuova scena. Alla Lesser Trade Hall di Manchester, Pete Shelley e la sua band aprirono, il 4 giugno del 1976, per i Sex Pistols. Il primo EP della band risale al 1977, poi Devoto lascia per formare i Magazine. Shelley diventa a questo punto il cantante e il compositore principale della band.

Dopo i primi singoli, arrivano i tre album: “Another Music in a Different Kitchen”  del 1978, “Love Bites” ancora del 1978 (da ascoltare assolutamente la traccia che dà il nome all’album ndr), e “A Different Kind of Tension” del 1979.

Il gruppo era noto per la sua energia sul palco e per avere una forte capacità compositiva sia nella musica, sia nei testi. Per questo era apprezzato in maniera trasversale anche, ad esempio, dai mod che vedevano nei contemporanei Jam di Paul Weller la band di riferimento. 

Quando i Buzzcocks si sciolgono, Shelley si dà all’elettronica e alla musica da film, non disdegnando qualche reunion qui e là (molti i concerti della band, a Roma, nei tardi anni Novanta ndr), fino alla reunion vera e propria avvenuta nel 2006 che ha portato i Buzzcocks ad incidere un nuovo album e ad andare in tour in tutto il mondo.

Shelley ha continuato il suo percorso nella musica elettronica, realizando nel 2016 l’album “Cinema music and wallpaper sounds”.