Povia: “Non guardo X Factor perché sono invidioso, vorrei fare il giudice”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 dicembre 2018 13:03 | Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2018 13:03
Povia: "Non guardo X Factor perché sono invidioso, vorrei fare il giudice"

Povia: “Non guardo X Factor perché sono invidioso, vorrei fare il giudice”

ROMA – Non guarda X Factor perché è “invidioso”, ma apprezza Anastasio, il rapper vincitore dell’ultima edizione. A parlare ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, in onda su Radio Cusano Campus è Giuseppe Povia. Intervistato da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti il cantautore affronta molti temi scivolosi, come la tragedia di Corinaldo e la contaminazione tra musica e politica, a cominciare proprio dal rapper di X Factor, additato come fascista per un like a Casapound.

Anastasio vincitore di X Factor.

“Non guardo X Factor perché sono un po’ invidioso di quelli che stanno lì, mi piacerebbe fare il giudice”, ha rivelato Povia. E su Anastasio ha le idee molto chiare: “Lui è bravo, non credo che un like su Facebook sarà un problema per la sua carriera. C’è stato di peggio in passato, le cose vengono dimenticate. Lui si è difeso molto bene. Se andiamo a vedere, la Lega e le nuove destre stanno facendo tutti i discorsi della sinistra degli anni ’40 e ’50. Egemonia di sinistra nella musica? Non è finita. Se vincono comandano, se non vincono comandano perché fanno opposizione. Negli anni ’50 sono stati bravi a prendersi la comunicazione quella vera, io mi sento anche di appartenere agli intellettuali veri di sinistra, poi però se fai una dichiarazione da sovrano, che è il contrario di suddito, dicono che sei di destra”.

L’odio sui social. 

“Se una persona dice cose giuste, più la screditano è più la accreditano – ha affermato Povia- Internet è un mondo un po’ schermato e dietro uno schermo ci possiamo schermare, mascherare e dire quello che vogliamo. Sarebbe interessante capire se poi quelle persone che insultano su internet direbbero le stesse cose in faccia”.

La canzone di Rino Gaetano suonata alla festa della Lega.

“Se ad una festa della Lega, metti una canzone di Rino Gaetano, i familiari dicono che sono stufi che venga strumentalizzato politicamente. Però le canzoni di Rino Gaetano sono state trasmesse anche nelle feste di sinistra e viene da chiedersi perché non abbiano detto nulla allora. In generale mi viene da sorridere, alla fine Rino Gaetano come tanti altri artisti veniva collocato a sinistra, quando poi fa una dichiarazione che non va da quella parte lì o non ti schieri a sinistra, devi essere per forza a sinistra. Hanno passato I bambini fanno oh alla manifestazione della Lega? Va bene, la mia musica è di tutti. Se andrei a suonare alla festa di Potere al Popolo? Ogni palco è l’occasione perfetta per esprimere la mia musica, Potere al popolo ha delle buone idee, quindi perché no? Ma in ogni caso, anche se uno non condivide le idee, ti danno un palco e ti esprimi”.

La tragedia di Corinaldo.

“Noi siamo il Paese che ha trasmesso una partita in piazza ed è successo un casino, e lì non c’era un concerto trap, rap o rock. La colpa non è di Sfera Ebbasta, le cause sono nella gestione della discoteca, nella gestione della sicurezza. Io se vedo che ci sono locali che non rispettano le norme di sicurezza non ci vado a suonare. Per quanto riguarda i testi, molti artisti che ho amato musicalmente, come stile di vita hanno fatto danni: Jim Morrison, i Rolling Stones, non erano veri ribelli, loro parlavano ai giovani con il linguaggio contrario a quello dei loro genitori, è troppo facile fare così perché i giovani vogliono staccarsi dai genitori. Però non è che un certo trap possa provocare 6 morti, mi dispiace che lo dicano. Io come cantante mi vorrei presentare sano, vorrei trasmettere dei messaggi attraverso la mia musica, ma da fuori devo essere più angelico possibile per evitare di condizionare il pubblico”.