Il profumo di Beyoncé sfida la crisi: vendute in un’ora 72 mila boccette

Pubblicato il 21 Marzo 2010 9:47 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2010 10:23

Di cosa parlano i dirigenti del settore moda quando si incontrano alla Harvard Business School per rilanciare l’industria del lusso? Naturalmente di Beyoncé, risponde ironica la rivista americana New York Magazine, riferendosi allo straordinario successo riscosso dal primo profumo firmato dalla cantante.

“Heat”, questo il nome della fragranza, nel mese di febbraio ha, infatti, letteralmente spopolato negli Stati Uniti, tanto che la sola catena Macy ne ha vendute decine di migliaia di confezioni, per un fatturato totale di oltre 3 milioni di dollari. Il vero e proprio boom si è registrato nel giorno in cui la formosa Beyoncé si è personalmente recata in uno dei punti vendita, per lanciare il prodotto e firmare alcuni autografi: in un’ora, infatti, il negozio è riuscito a vendere 72 mila boccette. Alla faccia della crisi.

Il successo del profumo, però, parrebbe derivare semplicemente dalla fama della sua “madrina”, più che dalle oggettive qualità. Il New York Magazine, infatti, lo ha testato su una redattrice del settore “moda” e ha scoperto che «dopo solo pochi minuti, la fragranza floreale inizialmente accettabile si trasforma in una miscela offensiva tra il gas di scarico delle macchine e lo spray per il corpo alla vaniglia che Victoria’s Secret [una famosa marca di intimo americana] vendeva qualche anno fa alle dodicenni».

Ma, oserva il sito gossiparoGawker, il problema più grave  sarebbe la confezione del profumo, terribilmente simile a quella di “KY”: un noto lubrificante vaginale (e forse non solo). Sia il logo sia le decorazioni della scatola ricorderebbero innegabilmente quelli del prodotto intimo, anche se il New York Mag non esclude che la somiglianza possa non essere casuale e che quello che sembrerebbe il tallone d’Achille della fragranza si possa trasformare nel suo punto di forza.

Non sarebbe la prima volta, del resto, che la cantante per fare cassa utilizzi più il merchandising che la propria voce. Beyoncé, infatti, aveva già prestato il volto per il profumo “Emporio Armani Diamonds” e aveva pubblicizzato anche Tommy Hilfiger True Star e True Star Gold. In Giappone, inoltre, ha sponsorizzato l’acqua Crystal Geyser, mentre negli Stati Uniti ha preferito la Pepsi.

Testimonial d’eccezione della L’Oreal, la Knowles ha ispirato addirittura un modello di cellulare (il Samsung B-phone), ha una barbie disegnata a propria immagine e somiglianza ed è apparsa in una quantità di spot pubblicitari davvero impressionanti, a cominciare da quello dell’American Express. Siamo sicuri che, oltre che un’artista la bella Beyoncé, non sia una vera e propria manager?