Regione rassicura Mogol: “Vogliamo Inno Lombardia”. Sì va bene, ma è gratis?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 ottobre 2014 14:41 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 14:43
Regione rassicura Mogol: "Vogliamo Inno Lombardia". Sì va bene, ma è gratis?

Roberto Maroni, Mogol

MILANO – “Sì, grazie. L’Inno della Lombardia lo vogliamo ancora”. E’ quanto fa sapere il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, a Giulio Rapetti, in arte Mogol. E lo fa con tanto di nota ufficiale per rassicurare l’artista dopo che aveva detto di non essere più stato contattato in merito alla questione.

Il riferimento è ad un articolo apparso sul Corriere della Sera, secondo il quale Mario Lavezzi, ovvero colui che ha musicato l’inno, lamentava che dopo la proposta di Roberto Maroni, non avevano più ricevuto notizie “per mesi”.

“Quanto ho letto questa mattina sui giornali in merito allo stato dell’arte dell’inno della Lombardia mi ha sorpreso e amareggiato – scrive il paroliere in una nota – non è vero che nessuno della Regione ci ha interpellato, io sono in costante contatto con il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, che mi ha scritto una lettera il 10 settembre scorso e da cui ho ricevuto più di una telefonata”.

Quel che è certo è che il capriccio è stato confezionato ed è pronto per essere consegnato mentre Milano si prepara ad accogliere quaranta capi di Stato da tutto il mondo, l’Expo è appeso a un filo dopo gli ultimi arresti e nelle Regioni limitrofe si spalano ancora acqua e fango. Ma in Regione Lombardia si trovano tempo e risorse per rassicurare Mogol e Lavezzi, due mostri sacri della musica d’autore italiana, che si lamentano perché Maroni, dopo avergli chiesto di scrivere l’inno, tarda a chiamarli. Si va bene, ma almeno sarà gratis?  E, se no, chi paga?

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