Rovazzi contro i gilet arancioni: “Ho perso mio nonno per il Covid. Se qualcuno dice che non esiste impazzisco”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2020 22:00 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2020 22:02
Rovazzi contro i gilet arancioni: "Ho perso mio nonno per il Covid. Se qualcuno dice che non esiste impazzisco"

Rovazzi contro i gilet arancioni: “Ho perso mio nonno per il Covid. Se qualcuno dice che non esiste impazzisco” (Foto Ansa)

ROMA – “Ho perso mio nonno per il coronavirus, se qualcuno dice che non esiste impazzisco”. Così Fabio Rovazzi si professa furioso in una intervista al Corriere della Sera contro complottisti e gilet arancioni. 

Dopo aver ricordato la tragedia vissuta con la scomparsa del nonno, al quale era legatissimo, il cantante si è scagliato contro il movimento guidato dall’ex generale Antonio Pappalardo.

“Il caso dei gilet arancioni in Piazza Duomo mi ha stupito – afferma Rovazzi – Non per le persone che ci sono andate ma per l’autorità che non si è fatta sentire”.

“Quando qualcuno dice che il coronavirus non esiste lo prendo di petto. Impazzisco. Ho vissuto la tragedia da vicino”, ribadisce.

L’artista è particolarmente sensibile sull’argomento proprio per via del nonno che era ricoverato in una Rsa, dove si è consumata una silenziosa strage di nonni. 

Anche lì la “situazione era drammatica. Ho vissuto mesi brutti combattendo contro cose assurde. Avrei potuto fare un post di divisione e attacco. Non l’ho fatto per rispetto del nonno e per non sporcare il nostro rapporto”.

“Con i giorni ho capito che cercare il colpevole per una cosa imprevedibile come questa non era utile”, ha aggiunto.

La quarantena e il lutto lo hanno poi demotivato artisticamente. “La mia musica e i miei video sono sempre frutto delle sensazioni che vivo e quindi non mi sarebbe venuto un pezzo allegro”, ha ammesso.

“La gente adesso ha bisogno di vibe positive. Se ci avessi provato sarebbe uscito qualcosa di finto e la gente se ne sarebbe accorta”.

Per l’estate Rovazzi spera “che sia l’occasione per gli altri artisti di abbandonare i cliché delle canzoni estive. Siamo in una fase di stallo, c’è desiderio di festeggiare ma non c’è la festa. Spero che escano canzoni consone al momento”. (Fonte: Corriere).