Usa: Alla Casa Bianca Paul McCartney canta ”Michelle” per la First Lady

Pubblicato il 4 Giugno 2010 9:34 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2010 9:37

Paul McCartney alla Casa Bianca accolto con tutti gli onori dalla famiglia presidenziale americana. E Paul, che compirà sessantotto anni tra un paio di settimane, è stato all’altezza, deliziando gli Obama con le sue canzoni e le sue battute, anche politiche, lodando Barack e punzecchiando il suo predecessore, George W. Bush.

L’ex Beatle è giunto a Washington per ritirare il premio Gershwin per la canzone popolare, un prestigioso riconoscimento offerto dalla Biblioteca del Congresso, l’istituzione culturale più importante d’America, che era già andato in passato a Stevie Wonder e Paul Simon.

«Ricevere questo premio era già abbastanza, ma averlo da questo presidente è una cosa eccezionale…», ha commentato Mc Cartney piuttosto emozionato. Quindi, facendo riferimento ai tanti problemi del presidente delle ultime settimane, ha ribadito la grande ammirazione nei suoi confronti: «Malgrado siano tempi difficili, sappi che hai miliardi di persone che, come me, fanno il tifo per te. Tutti noi sappiamo che ce la farai».

Nel corso della serata, Mc Cartney non ha potuto evitare di dedicare alla First Lady una delle sue canzoni più famose, Michelle. Prima di iniziare, ha premesso ridendo: «Spero che il presidente mi perdonerà…». E mentre il baronetto intonava il refrain, Barack estasiato si è avvicinato alla moglie per cantarle teneramente all’orecchio. «Potete capirmi – ha aggiunto Sir Paul – avevo una voglia matta di cantare Michelle qui alla Casa Bianca. Ora però temo che sarò il primo cantante a essere picchiato da un presidente degli Stati Uniti…».

Quindi ha proseguito con Eleanor Rigby, Let it be e Hey Jude. E durante il refrain finale, il celeberrimo Na, naaa, Na nnanna, sono saliti sul palchetto Barack, Michelle con le due figlie, Sasha e Malia. In precedenza Paul Mc Cartney e Stevie Wonder avevano cantato assieme il loro successo Ebony and Ivory, una sorta di inno all’integrazione razziale che nel 1982 fu in testa alle classifiche mondiali.

Infine, McCartney non ha resistito a lanciare una frecciatina a George W. Bush: «Finalmente dopo otto anni abbiamo alla Casa Bianca una persona che sa cosa sono le biblioteche». A tanti complimenti, Obama ha replicato ricordando il valore che i Fab Four hanno avuto per la cultura mondiale: «I Beatles hanno buttato giù muri, distrutto barriere a nome di tutti noi. Sono stati capaci di cambiare il mondo. Dopo la loro esibizione all’ Ed Sullivan show tutto è stato diverso. Paul e i Beatles hanno creato la colonna sonora di un’intera generazione».