Vasco Rossi, come è nata “Vita spericolata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2014 13:22 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2014 13:22
Vasco Rossi, come è nata "Vita spericolata"

Vasco Rossi (LaPresse)

ROMA – Vasco Rossi, reduce dai concerti sold out tra Milano e Roma, racconta a La Stampa come è nata la canzone “Vita spericolata”.

“Nell’83 erano cinque anni che lavoravo ma senza casa, senza un disco. Facevo solo concerti, vivevamo on the road. Avevo tagliato i ponti con tutti, ero collassato in mezzo a un oceano, non vedevo la riva né da una parte né dall’altra. Avevo già scritto Albachiara, Siamo solo noi, Fegato spappolato. Il provocatore era già nato, sconsigliato da tutta la stampa, avvertivano che poteva trasmettere il virus della droga. Avevo colpito a Sanremo con Vado al Massimo nell’82, il patron Ravera che mi aveva voluto, mi aveva detto: “Devi farti vedere, torna come vuoi”.”

Vasco Rossi spiega, nella lunga intervista a firma di Marinella Venegoni, la sua Vita spericolata, una filosofia, nata in Sardegna durante una giornata di pioggia…

“L’ho ascoltata per mesi, non mi veniva mai una cosa giusta. Poi un giorno che eravamo a suonare in Sardegna, si è messo a piovere. Sono salito in macchina e ho messo il nastro. E ho pensato: “Voglio una vita… Spericolata? Nel senso di vivere pericolosamente, alle Nietzsche che diceva: “Dall’esistenza la fecondità più grande e il diletto più grande è vivere pericolosamente. Costruite le vostre città sulle pendici del Vesuvio”.”

“Steve McQueen era il mito della mia generazione, nel film “La grande fuga” saltava i reticolati con la moto. Bello, dannato e spericolato. Steve McQueen sì, James Dean no. Con McQueen c’era solo il piacere, non le macerazioni di James Dean. Mi proposero di tradurre Vita spericolata in tedesco, e invece di McQueen ci misero Errol Flynn. Figurarsi, non diedi il permesso. Niente traduzione”.