Vasco Rossi contro Beppe Grillo: “Non è vero che Pd e Pdl sono uguali”

Pubblicato il 31 Maggio 2013 18:56 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2013 18:57
Vasco contro grillo: "Pd e Pdl non sono uguali"

Vasco contro Grillo: “Pd e Pdl non sono uguali”

ROMA – “I Cinquestelle hanno voluto mantenere questa purezza del ‘tutti a casa’. E invece avrei fatto una distinzione tra il Pd e il Pdl, perché non sono mica la stessa cosa. Lo dico da cittadino. Mica da politico, anche se io sono radicale!”. C’è anche questo nell’intervista a Repubblica di Vasco Rossi. Quella in cui confessa di aver pensato anche al suicidio ma di essere pronto a ritornare in pista.

E in pista ci torna davvero perché sarà lui il re dell’estate live 2013. Con il concerto del 9 giugno a Torino il Komandante torna sul palco con 7 concerti sold out tra il capoluogo piemontese e Bologna, con cui concluderà il tour 2011 “interrotto per cause di forza maggiore”.

“Ho attualizzato la scaletta, l’ho messa più sul sociale. Ho inserito canzoni più dure, di carattere più sociale che ho scritto 20 anni fa e sono incredibilmente ancora d’attualità, tipo C’è chi dice no, Gli spari sopra e Stupendo. Negli anni Novanta io già sentivo questo clima. Meglio, lo sentiva l’artista che è in me, non io. Sentivo l’arroganza del potere, il disprezzo, la mancanza di serietà da parte di chi fa politica. Le mie canzoni sono metafore, non invito certo a prendere le armi e a fare la rivoluzione, ma sentivo questa rabbia che cresceva e l’indignazione da parte della gente che poi si è dimostrata con lo straordinario successo del Movimento 5 stelle… che però è già finito. Io sono un radicale pre-Pannella, ma mantengo una purezza: non si può dire che il Pd è uguale al Pdl. Da cittadino, esprimo le mie idee con le canzoni”.

Ora che ha vinto la sua malattia, gli “sembra di cogliere un aspetto in più in tutte le cose, che per la verità in alcuni casi non mi fa neanche piacere coglierlo, ma in molti altri mi dà gioia, cose semplicissime, come incontrare i fan, sono un uomo nuovo. Perché è vero che se uno nasce tondo non può morire quadrato, ma nel mio caso è anche vero che sono nato incendiario e sto morendo pompiere”.

Se l’è vista brutta il Blasco: “Negli ultimi tempi ero stanco di tutto, le dimissioni da rockstar erano figlie di questo sentimento. In realtà volevo decostruire, volevo tornare al Vasco Rossi che scrive le canzoni, abbandonare il ruolo della rockstar, che è fatto di gesti e modi di essere, di luci. Volevo tornare ad essere il cantautore che sono. Ho pensato anche al suicidio. Ma non ho visto la luce nella fede, mi ha aiutato l’affetto della mia famiglia, dei fan, mi è stato di conforto Internet”.

E infatti è stato particolarmente attivo su Facebook: la sua pagina ufficiale ha superato i tre milioni di fan. Si è inventato i clippini, piccoli monologhi su qualsiasi idea gli balenasse in testa. Ora però annuncia grintoso che è pronto a tornare in pista: “Ho intenzione di morire su un palco, io, mica in un letto d’ospedale”.