Young Signorino: “Mi rendevano scemo con le droghe. Mia moglie mi ha salvato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 ottobre 2018 14:44 | Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2018 14:44
Young Signorino: "Mi rendevano scemo con le droghe. Mia moglie mi ha salvato"

Young Signorino: “Mi rendevano scemo con le droghe. Mia moglie mi ha salvato”

ROMA – “Mi rendevano scemo con le droghe, perché sapevano che era il mio punto debole”. Così Young Signorino, trapper di 19 anni, in una intervista al Fatto Quotidiano replica alle accuse del suo ex manager, il rapper tunisino  Karkadan, che lo ha incolpato di aver “mandato in frantumi il progetto per colpa di una donna”. 

Jessica, la Yoko Ono che lo avrebbe spinto a lasciare il precedente team, l’ha conosciuta questa estate e subito l’ha sposata. “Ho conosciuto Jessica durante il tour e mi sono subito innamorato. È stata lei ad accorgersi della situazione in cui mi ero infilato”. Ma ci tiene a precisare che non è una “gold digger“, una cercatrice di dote interessata solo al suo denaro, come qualcuno ha insinuato. “C’è un sentimento vero dietro il nostro rapporto”. 

Le “cattive compagnie” da cui Jessica lo avrebbe allontanato sarebbero quelle che, a detta di Young Signorino, lo hanno stordito con la droga. “Non è vero – afferma – che mi hanno aiutato a uscirne, tutt’altro. Jessica mi ha aiutato davvero, piano piano. Così ho iniziato ad allontanarmi dal team e a fare le cose da solo. Ora non ho alcun management, solo un’agenzia che mi segue per il tour, ma meglio così: guadagno molto di più, anche perché non devo più dividere niente con nessuno”.

“Ero una marionetta in mano ad altre persone – aggiunge – Adesso la gente avranno capito che sono anch’io una persona vera”.

Nonostante, dica, di aver smesso con la droga, Young Signorino conferma tutti i deliri del passato, dal coma in cui sarebbe piombato per 4 mesi, alla sua presunta natura “diabolica”: “Non mi sono inventato un bel niente: ho i referti, e magari un giorno li pubblicherò. Nel 2016 sono entrato in coma e ho fatto quattro mesi di psichiatria. Appena finito quel percorso sono arrivato a Milano, ma la situazione che mi circondava non mi piaceva e allora sono tornato a Cesena. Lì ho avuto ancora problemi con le sostanze stupefacenti e allora ho cominciato un percorso di sei mesi al Sert, il servizio per le tossicodipendenze, che ho interrotto per tornare a fare musica a Milano, inseguendo il mio sogno”.

E il Diavolo? “Io ci credo veramente tanto in quello, è una mia credenza”. Sulla via del pentimento, lancia pure un messaggio ai giovani: “Non vedo più nessuna sostanza stupefacente da mesi e consiglio ad altri di non usarla. È vero, nelle mie canzoni se ne parla, ma non significa che stia esortando le persone drogarsi. C’è sempre un sottotesto, che dice di stare attenti. Io sulla mia pelle ho capito che è meglio starne alla larga. Mi sono reso conto che le persone che mi stavano accanto mi mettevano in ridicolo pur di fare views”.