11 settembre 14 anni fa, via a terza guerra mondiale a pezzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2015 15:15 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2015 15:18
11 settembre 14 anni fa, via a terza guerra mondiale a pezzi

11 settembre 14 anni fa, via a terza guerra mondiale a pezzi

Un piccolo sforzo di memoria e ciascuno ricorderà con buona precisione dove era e cosa faceva l’undici di settembre di 14 anni fa. Dove ha sentito, dove ha saputo, dove è andato a vedere in televisione le Torri Gemelle che a New York bruciavano, fumavano, collassavano. Cosa stava facendo prima di cominciare a domandare, stupire, rabbrividire. Basta solo un piccolo sforzo di memoria. Piccolo lo sforzo però ci vuole e quel piccolo sforzo è la misura privata di quanto e come abbiamo, ciascuno di noi abbia, digerito anche questo. Digerito, scomposto, metabolizzato anche l’attacco armato e il conseguente macello di umani nel cuore dell’Occidente.

Quel giorno eravamo “tutti americani”. Non è durato molto quel sentimento. Né poteva durare così genuino e assoluto. Quel giorno avemmo davvero paura, paura vera e non quella fittizia, inventata, posticcia che ogni giorno leggiamo sui giornali o ascoltiamo in televisione. Ma di paura, di paura vera e lunga non si vive, si muore. Quindi abbastanza in fretta abbiamo dismesso la paura come si fa di un abito pesantissimo indossato per l’eccezionale gelo.

Quel giorno davvero abbiamo capito che la pace e la sicurezza che noi viviamo come diritti acquisiti e condizioni di natura non sono né acquisiti né naturali. Anzi sono una fortuna, quasi un privilegio di cui godiamo, un privilegio rispetto alla condizione di vita dei più degli umani nel più dei secoli. Quel giorno fummo consapevoli e coscienti d’istinto e di ragione insieme. Ma è consapevolezza e conoscenza che non siamo in grado di reggere, che ci obbligherebbe a riscrivere priorità e modalità della nostra esistenza individuale e collettiva. Quindi in fretta e soprattutto in masso abbiamo dismesso, mollato il fardello di consapevolezza e conoscenza.

Oggi, e sono passati appena 14 anni, per noi quell’undici di settembre è ricorrenza, celebrazione, liturgia civile. E’ già, e son passati appena 14 anni, storia degli altri e non storia mia. Impressionante è la velocità, mastodontica è la determinazione, abbagliante la potenza con cui l’uomo che vive nell’eterno e assoluto presente (noi, noi stessi, noi tutti) fa abrasione del passato e mutilazione del futuro. E’ come se avessimo bisogno di essere senza storia per poter essere così unicamente attenti e fedeli al qui, adesso, mio.

Con la robusta eccezione dei pusher del web, degli spacciatori di cocaina ideologica mal tagliata (le Twin Towers complotto interno americano o ebraico o comunque complotto, come sbarco su Luna e morte di Elvis…) la gran parte di noi, la parte più profonda di noi non vuole sapere cosa sta vivendo né in che tempo sta vivendo.

Un Papa ha detto con parole semplici ma chiare che stiamo vivendo nel tempo della “terza guerra mondiale a pezzi”. Quella terza guerra mondiale a pezzi è cominciata l’undici di settembre di 14 anni fa e tutti l’abbiamo vista cominciare. Però non osiamo prendere sul serio il tempo in cui viviamo. Preferiamo di gran lunga illusioni, rimozioni, semplificazioni, giustificazioni. Le costruiamo tutte e le costruiamo come gran riparo, barriera, quarantena dalla storia. Storia che un giorno neanche tanto lontano ci afferrerà.