25 Aprile, perché dà più fastidio? Perché c’è più fascismo in giro

di Lucio Fero
Pubblicato il 24 Aprile 2019 10:50 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2019 10:50
25 aprile

Matteo Salvini (foto Ansa)

ROMA – 25 Aprile, la data della Liberazione dell’Italia, liberazione da nazisti e fascisti. Liberazione armata. 25 Aprile data della sconfitta militare e politica dell’Italia fascista, dei fascisti italiani. Data, giorno che iscrive e battezza la Repubblica italiana e la sua Costituzione nel segno della sconfitta appunto e della (presto dimenticata, oggi totalmente rimossa) messa al bando del fascismo.

25 Aprile che oggi, anno 2019, dà sempre più fastidio. A qualche sindaco qua e là, a più di un giornalista qua e là, ad almeno un paio di partiti politici rappresentati in Parlamento, a non poca gente comune. Fastidio appena malcelato all’ombra di vari: roba vecchia, roba che non si mangia, mi faccio i fatti miei, parliamo di cose concrete…Un vice premier e capo politico, niente meno che il Capitano della Lega e dei sondaggi, fa pubblica mostra che è meglio in giorni come questi occuparsi d’altro che di fascismo e Liberazione.

25 Aprile, perché dà sempre più fastidio ogni anno che passa? Perché ogni anno che passa c’è sempre più fascismo in giro. Già, fascismo in circolo, qui, oggi. Il 25 Aprile non è che sia ormai datato e desueto, è che è contro corrente, sta nell’oggi ma appunto contro l’aria che tira.

Eccola l’aria che tira: sovranismo e populismo portano come fiumi nella loro corrente i materiali. Ed eccoli i materiali: la terra, il sangue, la stirpe, l’etnia, il nemico occulto ed esterno, il popolo uno e solo uno, i nemici del popolo, il denaro dei plutocrati da andare a prendere, il popolo onnipotente, il reddito e il posto al sole che spettano ai cittadini, l’ostilità internazionale che azzoppa il destino della patria, il livore verso la competenza e la cultura, la rabbia inestinguibile per il benessere mutilato…

Ce n’è sempre più di questa roba in giro e in circolo, anzi è il più della roba in giro e in circolo. E sono questi i materiali, le materie prime di un fascismo. E a chi obietta: fascismo roba di cento anni, ossessione cercarlo oggi, ecco un’informazione suppletiva. La notizia è che il fascismo è un fenomeno storico, sociale, politico e culturale che si manifesta da secoli. Col mutare del contesto economico, tecnologico, sociale, insomma con il mutare del contesto storico il fascismo assume forme diverse e in quanto tali non ripetibili (la democrazia ateniese o l’impero romano non si ripetono, eppure democrazia e impero sono fenomeni che si ripetono eccome).

Il fascismo del fez e dell’orbace, del salto nel cerchio di fuoco, del voi al posto del tu…tutto quello ovviamente non si ripete ed è inutile cercarlo oggi. L’altro fascismo, quello cui stanno sulle scatole la democrazia liberale, la bilancia dei poteri, gli stranieri…L’altro fascismo, quello che ama e idolatra la roba sua, quello del ci nascondono i soldi, quello che i Parlamenti meglio farne a meno, quelli che un libro metto mano alla tastiera (una volta si diceva alla pistola), anche quello non serve cercarlo oggi. E’ lui che ci sta cercando, anzi ci ha trovato. Ed è per questo che il 25 Aprile dà fastidio, per questo qua e là qualcuno pensa di fare il genitore protestando perché al figlio a scuola fanno ascoltare Bella Ciao. Pensa di fare il genitore e invece fa il fascista. 25 Aprile, tra un po’ gli diranno che è una ricorrenza di casta e non di popolo.