Berlusconi è tornato, i suoi nemici perdono voti e copie. Lanza: un po’ di autocritica…

di Cesare Lanza
Pubblicato il 15 maggio 2018 6:43 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2018 23:06
Berlusconi cesare lanza

Berlusconi è tornato, i suoi nemici perdono voti e copie. Lanza: un po’ di autocritica…

Berlusconi è tornato, i suoi nemici perdono voti e copie. Cesare Lanza invoca, in questo articolo pubblicato sul suo blog, un po’ di autocritica. Silvio Berlusconi darà ancora molti problemi ai suoi avversari, politici e no. Due premesse.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] La prima: non pensate che sia comodo dirlo adesso, dopo la riabilitazione decretata dal Tribunale di Milano. E ancor più dopo la riabilitazione scenica e cinemtografica decretata dai due film di Paolo Sorrentino, Loro 1 e Loro 2.

Questa previsione sull’intramontabile ottuagenario l’ho scritta anche pochi giorni fa, durante le consultazioni per il nuovo governo.

PENSARE CON LA PROPRIA TESTA…

Seconda premessa: non sono né berlusconiano né antiberlusconiano (anche questo lo ripeto sempre), confortato dai simpatizzanti di Silvio che mi considerano un critico fastidioso e da quelli “de sinistra”, che pensano che io faccia parte della corte del Cavaliere. Macchè: sono un osservatore che cerca di pensare con la propria testa, anche commettendo errori, come tutti, ma senza pregiudizi e faziosità.

L’INFLUENZA SULLE ELEZIONI

Mi danno fastidio le ipocrisie e certe domande senza risposta. Ad esempio, per quanto riguarda la sentenza milanese mi colpiscono i tempi (situazione non nuova). Se fosse arrivata tre mesi fa, il risultato elettorale sarebbe stato diverso. E anche oggi la scena politica cambia: fino a ieri Berlusconi aveva timore di nuove elezioni; oggi, conoscendolo un po’, di certo è galvanizzato dalla possibilità di candidarsi come presidente.

UNA DOMANDA SENZA RISPOSTA Due parole sulle ipocrisie. Negli ultimi anni, i partiti ostili al Cav hanno avuto la possibilità di far fuori il fenomeno Berlusconi. Tuttavia, nelle elezioni spesso hanno perduto (e i giornali hanno perso copie); e quando hanno vinto non sono riusciti a mettere insieme la strombazzata leggina di cinque righe, sul tormentone del conflitto di interessi. Non è ragionevole chiedere perché? E la furente sinistra, accantonando le invettive, dovrebbe fare autocritica su ambiguità ed errori.