Vitalizi tagliati, poi le pensioni, ecco la rivoluzione sanculotta M5s che ci farà più poveri

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 13 luglio 2018 9:18 | Ultimo aggiornamento: 13 luglio 2018 9:18
Vitalizi tagliati, poi le pensioni, ecco la rivoluzione M5s che ci farà più poveri, prevede Giuseppe Turani (nella foto)

Vitalizi tagliati, poi le pensioni, ecco la rivoluzione M5s che ci farà più poveri, prevede Giuseppe Turani (nella foto)

Vitalizi tagliati, poi le pensioni, ecco la rivoluzione M5s che ci farà più poveri, il 12 luglio non è la presa della Bastiglia (che fu il 14 luglio del 19789) ma delle latrine della Bastiglia, o di Mediaset, come disse Berlusconi. Ecco la fosca previsione di Giuseppe Turani, in questo articolo pubblicato anche da Uomini & Business. Niente ci può salvare, se non un marcia dei 400 mila per le strade italiane. Non abbiamo un governo, ma una specie di opera buffa. Una banda di attori scriteriati e abituali mentitori.

1- I grillini festeggiano il 12 luglio come se fosse la presa della Bastiglia: data storica perché [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] sono stati tagliati un po’ di vitalizi a ex deputati (un migliaio, aumentato quello di D’Alema, per ironia della storia). In tutto un risparmio di una quarantina di milioni su una spesa pubblica totale di 800 miliardi. Più che una presa della Bastiglia, qui siamo alla presa del cesso della Bastiglia, forse del pitale del guardiano capo. Ma loro festeggiano, con palloncini e canzoncine, la rivoluzione è cominciata.

2- Intanto, tutti i centri di previsione ci informano che il Pil italiano quest’anno sarà più basso del previsto e l’anno prossimo un punto interrogativo. Ma che importa. I palloncini della rivoluzione grillina si sono già alzati in volo.

3- Secondo la ricostruzione di alcuni giornalisti (e della procura di Trapani) a bordo della Von Thalassa (l’incrociatore, secondo Toninelli, che l’Italia non ha più da 12 anni) non ci sarebbe stata alcuna rivolta. Nessuno da mettere in manette. Semplicemente l’armatore del rimorchiatore si è inventato una balla per scaricarsi dei 67 migranti e passarli alla guardia costiera. Ma su questa presunta “rivolta degli schiavi” il Capitano, alias Salvini, ministro dell’interno, ha menato il torrone per due giorni: “Non scendono, se non in manette”. Ha fatto sostare la nave della guardia costiera Diciotti in rada perché voleva gli arresti.

Rimane una sola domanda: ma è possibile che il ministro dell’Interno non sapesse quello che dei semplici giornalisti hanno scoperto in due ore, e cioè che non c’è mai stata alcuna rivolta? E, se sapeva, come è molto probabile, che razza di teatrino ha servito al Paese? Disegnando africani in rivolta, ammutinati con il coltello fra i denti, pronti a farsi giustizia dell’innocente equipaggio? Siamo ai B movie.

4- Al di là di queste sceneggiate, pessime, è sempre più chiaro che qui non ci sarà niente di quanto promesso. Non flat tax, non reddito di cittadinanza. Ma solo, per ora, taglio delle pensioni sopra i 4 mila euro (tanto per cominciare e gradire). Di crescita e sviluppo non si parla nemmeno. Qui c’è solo la discesa verso la povertà e i taglio di qualche benessere. Cause in tribunale a migliaia.

5- Il famoso contratto per il governo di cambiamento è già carta straccia, nessuna promessa sarà mai mantenuta. E gli imbroglioni, perché questo sono, ogni giorno di più, si apprestano all’incasso con nuove elezioni. Il paese, intanto, arretra fra un taglio inutile dei vitalizi di un migliaio di ex parlamentari e una rivolta in mare che non c’è mai stata.

Una volta eravamo il paese della pizza e dei mandolini, adesso che cosa siamo?