Amazon: Gesù bambino online. Madonna a Giuseppe: “Si può cambiare il pacco?”

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 12 dicembre 2017 10:58 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2017 10:58
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La copertina di Der Spiegel con Gesù Bambino ordinato su Amazon

BERLINO – Quando un’immagine vale più di mille parole. E’ il caso dell’ultima copertina del settimanale tedesco Der Spiegel, uno di quelli divenuti noti in Italia anche per le copertine su Berlusconi, che in un clima ormai decisamente natalizio ha scelto come immagine una natività in cui, al posto della mangiatoia, ad ospitare il Bambinello è un pacco di Amazon.

Segno del cambiamento dei tempi e dello shopping on- line che, secondo il giornale tedesco, ha ormai rivoluzionato i costumi di noi consumatori consegnandoci, a detta loro, un potere mai avuto prima. La scelta ha però attirato critiche e accuse di blasfemia anche perché Maria, al passo con i tempi e con le regole dell’e-commerce, domanda a Giuseppe che come tradizione vuole non ha nulla a che fare con la paternità e per questo dice di non aver ordinato il piccolo Gesù, se si possa cambiare il pacco. Poco meno di un secolo fa, e senza la ridondanza della Rete, un’altra copertina di una ben più ‘blasfema’ rivista si era attirata le critiche e l’odio degli ultra-sensibilmente cattolici.

Era la Pravda, la russa Pravda che poco dopo la Rivoluzione del 1917, legalizzato l’aborto, dedicò a questo una copertina. In primo piano c’era la Vergine Maria con in braccio Gesù infagottato come un normale bambino e, alle spalle, la scritta ‘Aborto’ con la Madonna che, leggendo, si diceva: “Averlo saputo prima…”. La copertina della Pravda risultò così indigesta all’opinione pubblica cattolica che oggi la si può ritrovare solo in alcuni testi universitari e persino sulla onnisciente Rete sembra essere irrecuperabile. In fondo il tema delle due prime pagine, separate da quasi 100 anni, è sempre lo stesso ed è quello della maternità non voluta di Maria e della paternità subita di Giuseppe.

La prima, come insegna anche il catechismo, non sceglie di diventare madre e il secondo non solo non sceglie ma accetta una situazione di fatto. Si può a lungo discutere tra teologia e filosofia sulla possibilità di scelta e se questa esistesse per Maria e Giuseppe ma, scendendo a livelli più semplici, questo racconta la storia della nascita di Gesù. Se oggi Der Spiegel sceglie una simile copertina lo fa per attirare volutamente l’attenzione su di sé e, forse, sul tema che propone. Anche se la declinazione che ne fa oggi il settimanale tedesco è decisamente più materiale rispetto a quella del secolo scorso. E oggi nessuno, anzi in pochi, pur conservando magari una contrarietà nei confronti della copertina della Pravda, si direbbero contro l’aborto in senso assoluto e non riconoscerebbero a posteriori l’importanza di un tema che in Italia sarebbe stato discusso molto tempo dopo.

E l’e-commerce? Come giudicheremo la copertina di Der Spiegel non tra 100 ma tra 10 o 20 anni? Fatta la tara con la sensibilità cattolica e con chi non ha voglia o capacità di essere autoironico e dissacrante, la rivoluzione digitale cambia davvero il nostro modo di vivere, e quindi anche il modo di vivere le feste e persino la religiosità? La risposta è probabilmente sì. Certamente sì per la nostra vita e certamente sì per come cambia il modo di vivere il Natale che ormai, prima che una festa cattolica, è una festa del commercio e del consumismo. Già oggi, senza aspettare le prossime decadi, le nostre abitudini pre natalizie sono cambiate e questo è avvenuto anche grazie ad Amazon. E probabilmente cambierà anche la religiosità e il modo di vivere il rapporto con il divino visto che già oggi si possono seguire messe on-line e grazie alla Rete ci si può confessare e, oltre tutto, anche grazie ad Amazon si possono comprare santini, rosari, immagini del Papa e altro materiale considerato sacro da chi crede. Come si diceva qualche anno fa: “E’ il progresso bellezza”.

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