Campidoglio nuovi arresti, Colomban: “Vice sindaco? Fuori mi chiamo”

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 19 dicembre 2016 10:53 | Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2016 11:46
Campidoglio nuovi arresti, Colomban: "Vice sindaco? Fuori mi chiamo"

Campidoglio nuovi arresti, Colomban: “Vice sindaco? Fuori mi chiamo” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Campidoglio storia infinita e dolorosa. Arriva fresca nella prima gelida mattina romana la notizia di una decina di arresti. Arresti per imbrogli, mazzette e tangenti nel ristrutturare e spendere per quattro scuole di Roma. Tra gli arrestati, ed è la notizia nella notizia, funzionari del Comune di Roma. Piove sul bagnato, anzi grandina sul bagnatissimo.

Probabilmente dell’ultima notizia non sapeva, però l’aria che tira non deve essergli sfuggita, anzi. E quindi Massimo Colomban, già battezzato dalla stampa e tv “sindaco ombra” di Roma, da tutti indicato come il “commissario” di Grillo e Casaleggio per controllare Virginia Raggi, praticamente negli stessi minuti dei nuovi arresto faceva sapere: “Non ho tempo né voglia di fare il vice sindaco”. Dichiarava che restare ad amministrare, tentare di amministrare, le società partecipate del Comune di Roma (Atac, Ama per capirci…) gli bastava e avanzava.

Insomma Colomban, da tutti indicato come uomo della factory Casaleggio, più di tanto non si vuole immischiare. Declina gentilmente l’offerta di prendere il posto di Daniele Frongia, vice sindaco molto caro alla Raggi, dimissionato da Grillo in persona. Non gli va di collaborare fianco a fianco con la Raggi, lo ritiene troppo faticoso o addirittura inopportuno? Non se la sente di raccogliere i cocci da vice sindaco se e quando dovesse arrivare un avviso di garanzia alla stessa Raggi e M5S intimasse alla sindaca di sospendersi dalla carica e dal mandato? Si sente incompatibile con l’ambiente e soprattutto sente che l’ambiente sta franando, smottando?

Certo è che la Campidoglio story assume aspetti sempre più “originali”. L’uomo, appunto Massimo Colomban, che doveva, si sperava potesse, dovesse portare ordine e garanzia intorno alla Raggi dopo che la sindaca si “era fidata delle persone più sbagliate del mondo (testo di Grillo)” è un facoltoso imprenditore veneto. Che del Veneto auspica “l’indipendenza” dall’Italia, indipendenza appena mitigata da un patto federale con l’Italia appunto. E convinto che “l’euro sia un danno” da rimuovere al più presto.

Da quando ha cominciato (poco tempo) a occuparsi di Ama rifiuti e Atac trasporti (insieme al vastissimo arcipelago delle aziende Comunali) la raccolta dei rifiuti in città fa schifo come sempre, né più né meno, mentre il trasporto pubblico è contro ogni previsione e possibilità…peggiorato. Non è certo colpa di Colomban, anzi il “ragazzo” (si fa per dire) sembra sveglio: ha sentito l’aria e ha capito che a Roma non è aria.