A chi lo scudetto? Juve 48%, Napoli 17%, Roma 11% e Inter e Milan solo 7%

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 22 agosto 2012 15:30 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2012 15:31
supercoppa

La Juve festeggia la vittoria della Supercoppa (foto Lapresse)

ROMA – Juventus ancora campione al 48% e, unica vera rivale, il Napoli con il 17% di possibilità di vincere il titolo. Roma candidata forte, 11 per cento di possibilità, al ruolo di terzo incomodo e milanesi scomparse dal radar. La “palla di lardo” di Gianni Mura dice questo, concedendo qualche chance anche ad Udinese e Fiorentina. Repubblica pubblica l’ormai abituale intervista al campionato che sta per iniziare, dando i voti alle squadre che si apprestano a confrontarsi. Certo è estate, mancano ancora 8 giorni alla conclusione del mercato, ma l’esercizio è interessante.

Ma se la vecchia signora è la favorita della prossima stagione, per Mura come per tutti, anche lei di grattacapi ne ha più d’uno. E non solo sportivi. Limitandosi al campo, è vero che i bianconeri, nonostante siano i campioni in carica, sono la squadra che più si è rinforzata sul mercato, ma è altresì vero che quest’anno torneranno a giocare anche in Champions e una dispersione degli sforzi rischia di essere per la squadra di Conte, pardon, Carrera, fonte di grandi problemi. E proprio l’allenatore, fuori dal campo, è un altro dei problemi di casa Juve. La squalifica di 10 mesi dell’allenatore bianconero è appena stata confermata, così come è stata confermata l’assoluzione per Bonucci e Pepe. Conte è vero, nonostante quello che disse Zeman, continuerà a guidare la squadra giorno per giorno, ma non siederà mai in panchina e, una situazione simile, non sarà di facile gestione dal punto di vista nervoso.

Scendendo poi la classifica “lardosa” al secondo posto, ma molto staccato, troviamo il Napoli. Squadra buona per carità, anche rodata, ma a cui sembra che Mura abbia dato qualche chance di troppo. Difficile immaginare infatti gli azzurri in grado di conquistare il campionato. Per loro, come per la Juventus, uno dei punti deboli sono i nervi. E’ bastata infatti una partita, arbitrata male per carità, a mandarli fuori di testa. Con questi presupposti difficile credere che riuscirebbero a gestire lo stress da primo posto.

E poi la Roma, ottima per il ruolo di terzo incomodo, tanti soldi spesi e buoni acquisti fatti. Per i giallorossi, come per tutte le squadre di Zeman, il punto debole sarà la difesa, e le coronarie dei tifosi. Vero è infatti che con il boemo in panchina non ci si annoia mai, ma i rischi sono sempre dietro l’angolo. In più, anche sulla carta, la Roma vanta un attacco ottimo e un centrocampo più che solido, ma la difesa è tutta da verificare, non solo come gioco. Certo i giallorossi avranno dalla loro la possibilità di concentrarsi solo sul campionato, visto che dall’Europa sono fuori, e questo potrebbe essere per loro un grande vantaggio.

Solo dopo queste tre squadre, nella classifica, compaiono le milanesi, accreditate di un miserrimo 7% ciascuna di possibilità di vincere il titolo. Entrambe hanno fatto una campagna acquisti a dir poco sottotono. Per il Milan, a dire il vero, si è trattato più che di una campagna acquisti di una campagna vendite. Ma la crisi c’è per tutti e il bisogno di far cassa anche. Ovvio è che però la squadra di Allegri si presenta quest’anno al via meno competitiva rispetto al passato. Sul fronte nerazzuro invece, dopo tanti anni, si è assistito ad un mercato anonimo. Unico colpo, se così lo si può definire, l’acquisto di Antonio Cassano. Difficile credere che basti a rendere gli uomini di Stramaccioni una compagine competitiva.

E poi? Poi largo ai “piccoli”: Udinese e Fiorentina. I viola si sono quasi completamente rinnovati, Montella ha fatto bene a Catania ed è lecito immaginare che possa ripetersi, mentre i friulani sfornano campioncini e bel calcio ormai da diversi anni. Anche gli uomini di Guidolin però dovranno districarsi tra gli impegni italiani e quelli europei.

Queste le squadre, ma il campionato, che campionato sarà? Secondo l’ex ct azzurro Arrigo Sacchi sarà un torneo come sempre vittima di “furbizie, trucchi e mestiere”. Niente di nuovo sotto il sole dunque, anche se per una volta le squadre non hanno fatto spese sconsiderate, gli stipendi dei calciatori sono calati e le rose si sono ridotte. Nonostante questo però i giovani fanno comunque fatica ad affermarsi e trovar spazio. Uno dei ragazzi più promettenti, Verratti, è finito in Francia, alla corte di Ancellotti. Meglio, come nota Sacchi, “l’usato sicuro che l’inesperienza”.

E poi sarà un campionato sempre più televisivo, gli stadi sono sempre più vuoti mentre le pay tv fanno il pieno e, come d’abitudine ormai, sarà sempre un campionato al veleno. Con la Juventus che sembra godere nel recitare il ruolo della più antipatica del gruppo. La scelta di scrivere 30 sul campo sulla maglia, facendosi beffe delle decisioni della federazione, è infatti più una scelta da ultrà che da società di calcio. Ma che i bianconeri collezioni ‘nemici’ non è affatto una novità.

Unica, piccola menzione, la merita la Roma degli americani che, forse proprio perché di proprietà di chi del mondo del calcio italiano non fa parte, tende a sfuggire a tutti i mali “storici” di questo mondo. I giallorossi infatti, oltre a puntare ancora una volta su un allenatore “contro”, hanno anche investito sui giovani, spendendo ben 16 milioni per Destro e acquistando anche altri “baby”. Questa politica, per ora, è ripagata dai tifosi che, unici in Italia, hanno aumentato di molto la quota di abbonamenti comprati rispetto alla passata stagione. Se anche il campo darà lo stesso responso, è tutto da vedere.

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