Il salto dell’euro ai caselli: Grecia non paga Germania

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 15 Novembre 2011 14:43 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2011 14:43
Autostrade Grecia

Autostrada greca

ATENE – I greci non pagano la Germania saltando il casello autostradale. Paradossale nel pieno della crisi dell’euro con le economie di Atene e Berlino sempre più legate dal debito ellenico. I greci, per protesta, non pagano il pedaggio che una società tedesca, la Hochtief, dovrebbe incassare.

“Den plirono”, in italiano “non pago”, è il nome del movimento che rapidamente si sta diffondendo in tutta la Grecia come forma di protesta contro la crisi, contro l’aumento dei carburanti e dei pedaggi autostradali. Automobilisti che si rifiutano di pagare il pedaggio dell’autostrada, si organizzano in comitati locali e nazionali, alzano le barre e passano indifferenti alle sirene che lamentano l’infrazione, quando non decidono di tirare direttamente giù con l’auto la sbarra stessa.

Il fenomeno nacque già nel 2007, quando il governo greco cedette lo sfruttamento trentennale delle cinque autostrade elleniche a capitali privati, e qui arrivarono i tedeschi, garantendo al tempo la discrezionalità delle imprese nella scelta del numero e dell’ubicazione dei punti di pedaggio. In cambio, i privati assunsero l’obbligo contrattuale di rimodernare le reti. Rimodernizzazione più che necessaria visto che la Grecia detiene il primato europeo di incidenti stradali, insieme al primato del costo per ogni chilometro autostradale di cui il Paese dispone. Fatto che equivale ad avere le strade più costose e pericolose al tempo stesso, quando l’immagine odierna delle autostrade greche (salvo rarissime eccezioni) è quella di una statale del resto d’Europa degli settanta.

E alle compagnie straniere che hanno preso in gestione la rete, i pedaggi che oggi non incassano, fruttano 2,4 miliardi e rappresentano il vero “ossigeno” dei contratti di cessione. La costruzione o manutenzione delle cinque autostrade del Paese costerà, nel suo insieme, 8,7 miliardi, dei quali 2,3 miliardi sono rappresentati da fondi statali ed europei, 3,3 miliardi sono dati in prestito dalle banche (i prestiti gravano le imprese di costruzione, obbligate a ripagarli), 800 milioni derivano dai capitali delle imprese di costruzione e 2,4 miliardi dai pedaggi, cifra che corrisponde al 27 per cento del costo totale.

A questi dati, i membri del movimento “den plirono” però, aggiungono che i greci, per decenni, hanno pagato pedaggi – pubblici fino al 2007, privati da allora – per strade che mai sono state costruite o mantenute, piene di buche e di scandali. E così non pagano, e tedeschi non incassano.