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Docenti: 1 su 4 ha fatto il sierologico. L’irresponsabilità in cattedra

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 8 Settembre 2020 9:05 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2020 9:05
Docenti e Covid: 1 su 4 ha fatto il sierologico. L'irresponsabilità in cattedra

Docenti: 1 su 4 ha fatto il sierologico. L’irresponsabilità in cattedra (Nella foto d’archivio Ansa, una prof si sottopone al test sierologico)

Docenti, cioè prof e maestre: uno su quattro ha fatto il test sierologico.

Test sierologico ai docenti. Se La Repubblica ha la notizia e le cifre esatte, allora la conclusione non può che essere una: l’irresponsabilità va in cattedra. A grande maggioranza.

L’AVESSERO FATTO INFERMIERI E MEDICI…

Sottrarsi al test, l’avessero fatto infermieri o medici, o anche Vigili del fuoco o poliziotti si parlerebbe di diserzione civile. Forse ci sono attenuanti per questa fuga dal test da parte dei docenti, forse c’è stata e c’è qualche difficoltà pratica a fare il test. Attenuanti, forse. Ma scuse nessuna. Molti docenti si sono rifiutati, sottratti. E la ragione non può essere la paura di un prelievo sanguigno, la ragione purtroppo è il voler evitare “grane e fastidi”. Tipo risultare positivo al test sierologico e quindi essere costretto al successivo tampone e quindi dover attendere il tampone e l’esito del tampone stesso nella fastidiosa condizione di isolamento volontario. E che, faccio il test e poi mi chiudono a casa? Questo è stato lo spessore civico di molta parte dei docenti. C’è abbondante speranza che La Repubblica si sbagli.

SINDACATI DOCENTI MUTI SUL TEST SIEROLOGICO, CIARLIERI IN PIAZZA

Sindacati scuola ovviamente muti sulla fuga-diserzione dai test. Ma ciarlieri sul resto, tanto da aver già proclamato giornata in piazza. Infinite le richieste e le lamentele, apertissima è la caccia a quel che non è arrivato, puntuale pignola la richiesta di istruzioni che consentano di non prendersi responsabilità.

Primo tra tutti il lamento sui prof mancanti. Mancano prof e maestre da anni e anni. Ma dire questo è dire poco o nulla. Mancano prof ad esempio di matematica perché semplicemente non ce n’è. Abbondano, strabordano quelli di altre materie. Da decenni il reclutamento dei prof avviene sostanzialmente per sanatoria. Sanatoria regolata dall’anzianità di precariato. Con la complicazione della creazione nei decenni di varie tipologie di precariato e quindi di liste di attesa impropriamente chiamate graduatorie.

Quest’anno in particolare, l’anno del Covid, prof mancano anche perché sindacati si sono fieramente opposti (hanno avuto l’appoggio di Pd e Leu) al concorso per andare in cattedra. Al concorso hanno opposto l’assunzione in cattedra per diritto di precariato, hanno rivendicato l’andare in cattedra senza passare per esami o altro. Anche per questa barricata si è perso tempo, anche per questo mancano prof. Ma il paese e l’informazione, come al solito dalla memoria cortissima, hanno già dimenticato.

SCUOLA RIAPERTURA PIAGNISTEO NAZIONALE

Scuola riapre, grande appuntamento per il piagnisteo nazionale. Ogni giorno, anzi ogni ora, si scopre (ma guarda un po’) che i banchi mono posto arrivano a scaglioni, che ci saranno supplenti, che gli orari saranno ballerine per settimane, che non tutti gli spazi sono stati trovati, che sarà difficile fare il tempo pieno, che mangiare a mensa sarà complicato…Insomma ogni giorno, anzi ogni ora, si scopre non senza stupito sdegno che è l’anno della pandemia.

Difficile dire se la coscienza collettiva ci fa o ci è. Difficile dire se davvero il piagnisteo nazionale nasce da una genuina incapacità a metabolizzare la realtà, cioè la pandemia, oppure se il piagnisteo in fondo è una tecnica euristica per evitare grane, responsabilità e caricarle sempre e comunque su qualcun altro.

Quel che è evidente e solare è che la comunità denominata italiani si è molto ingegnata e industriata e impegnata per la vacanza. Non risultano lamentele e lacrime per gli ombrelloni ravvicinati molto più di quanto non fosse scritto nel distanziamento anti contagio, non risultano manifestazioni e comitati anti tavolate al ristorante, non risultano angosce di pubblica opinioni e mobilitazioni di sindacati per feste e aperitivi danzati.

Per la vacanza ci si è impegnati e ingegnati, per la vacanza il genio e la resilienza e la creatività italica non hanno marcato passi a vuoto e cali di volontà. Per la scuola invece piagnisteo di massa e improvviso calo di adattabilità, ingegno, flessibilità, dedizione. Vacanza o scuola? D’istinto e cultura il popolo ha scelto vacanza.