Libri: stampati 70mila l’anno, 190 al giorno, 8 all’ora. Media 160 copie l’uno. Il 90% meno di 5 copie

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 25 settembre 2018 8:25 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2018 8:25
Libri in Italia: stampati 70mila l'anno, 190 al giorno, 8 all'ora. Media 160 copie l'uno. Il 90% meno di 5 copie

Libri: stampati 70mila l’anno, 190 al giorno, 8 all’ora. Media 160 copie l’uno. Il 90% meno di 5 copie (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Il troppo stroppia… un vecchio modo di dire che le mamme contrapponevano all’insistenza dei figli nel voler continuare un gioco particolarmente divertente, ma un modo di dire che potrebbe essere applicato, anzi dovrebbe, anche al mondo dell’editoria. Nel Paese in cui la metà degli italiani non hanno letto nemmeno un libro negli ultimi mesi e dove per essere considerato un ‘lettore forte’ basta leggere un libro al mese, le case editrici sfornano infatti 8 nuovi testi ogni ora. Avete letto bene e non è un errore: in Italia si pubblicano più o meno 70.000 libri l’anno, cioè 190 al giorno e, appunto, 8 l’ora. E la maggior parte restano, inevitabilmente, non letti.

Che in Italia la lettura non sia uno sport amato né tantomeno praticato è cosa nota. I dati Istat e i vari sondaggi che periodicamente sfornano fotografie degli italiani e delle loro letture dicono e confermano che nel nostro Paese si legge poco, pochissimo. Sono infatti ben 33 milioni (in Italia siamo circa 60milioni, compresi i bambini che ancora non hanno imparato a leggere) le persone con più di 6 anni che dichiarano di non aver letto neanche un libro in un anno (il 2016). Numero che rappresenta il 57,6% della popolazione. Un’abitudine alla ‘non lettura’ che non ha sostanziale differenza fra i sessi. I maschi leggono meno delle donne visto che la percentuale di loro che non legge è del 64,5% contro il 51,1% delle femmine, ma in entrambi i casi i lettori sono una minoranza. Quelli che invece leggono almeno 12 libri all’anno (i cosiddetti lettori forti) sono appena il 14,1% del totale, mentre il 45,1% di persone legge, ma meno di 3 libri l’anno.

Eppure, e raramente avverbio fu più calzante, nel Paese dei non lettori c’è una bulimia produttiva di libri. Tutti vogliono o vorrebbero scrivere e si arriva al paradosso per cui in Italia, a spanne, ci sono più scrittori che lettori. Si scrive o si pensa di farlo per qualsiasi cosa e la vanità rende un testo, agli occhi del suo estensore, meritevole di essere pubblicato. Anche quanto non lo è. E oggi pubblicare un libro è molto facile, grazie anche alle case editrici on-line e non che offrono servizi di pubblicazione a pagamento, per cui è l’autore stesso a sostenere le spese per ritrovarsi tra le mani il suo prezioso libro. Peccato però, ed è questione matematica prima che altro, che questi libri restino nella maggior parti dei casi tra le mani dell’autore senza che nessun altro lo acquisti. Se i dati dicono infatti che la vendita media per titolo è di 160 copie, la statistica aggiunge che il 90% degli scriventi riesce a piazzare meno di cinque copie. Numeri che dicono che nemmeno la mamma del suddetto ‘troppo stroppia’ acquista il libro dello scrittore-bulimico.