Mare: prezzi su, vacanze giù. Tonfo Puglia -13,6%. Persino l’Egitto…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 5 giugno 2019 11:45 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2019 12:12
Mare: prezzi su, vacanze giù. Tonfo puglia -13,6%. Persino l'Egitto...

Mare: prezzi su, vacanze giù. Tonfo puglia -13,6%. Persino l’Egitto…

ROMA – Si avvicina l’estate e con lei il momento delle tanto attese vacanze. Ma in questo 2019 aumenterà e anzi è già aumentato tutto, dai trasporti ai ristoranti, motivo per cui si accorceranno le ferie degli italiani, con un saldo per il settore che si annuncia in deficit. Anche perché, nel frattempo, l’offerta che arriva dall’estero si fa sempre più competitiva.

Il tempo della villeggiatura e delle ‘mesate’ al mare fa parte dei ricordi delle famiglie e degli italiani. E’ ormai da tempo che le vacanze, le nostre vacanze sono più brevi e non sono più solo e soltanto sotto l’ombrellone. Quest’anno però saranno ancora più brevi del solito, scendendo sotto la soglia simbolica dei 10 giorni: 9,2 giorni di vacanza media contro i 10,3 dello scorso anno, come segnala il Sole24Ore. Il ‘perché’ è sempre il solito: mancanza di fondi. Su questo tema la voglia di far vacanza non manca di certo ma, in una stagione di prospettive macro-economiche incerte, sono i prezzi in generale aumento a far la differenza.

La mancanza di disponibilità economica si farà infatti sentire nel 38,4% dei casi, contro il 18,4% dello scorso anno, anche perché il 40% degli operatori ha aumentato i prezzi. Gli alberghi delle località balneari (Centro-Nord) hanno apportato un aumento di prezzo dei listini pari al +2,2% –  secondo un’indagine previsionale effettuata da Jfc con un campione di circa 7mila operatori -; gli alberghi del Sud hanno rincarato del 4,1%; le strutture plein air (villaggi turistici, campeggi ed aree di sosta) delle località balneari hanno aumentato i prezzi del 4,3%; le altre strutture ricettive extra-alberghiere (RTA, B&B, agriturismi, case e appartamenti per vacanze, ostelli per la gioventù) hanno apportato un aumento dei prezzi pari al 5,5%; i servizi di spiaggia subiranno un aumento complessivo che si attesta al 2,1%; la ristorazione aumenta di una quota pari al 1,5%; i costi del viaggio rispetto allo scorso anno crescono del 3,3%; le spese per lo svago (visite, escursioni, divertimento su base nazionale) segnano un incremento pari al 1,9%.

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Così quel 53,7% del totale degli italiani che manifestano palesemente l’intenzione di fare la propria vacanza principale in una località balneare (-6 punti percentuali rispetto all’estate 2018), potrebbe essere tentata e scegliere una soluzione sempre sulle sponde del mar Mediterraneo, ma non su quelle italiane. Turchia, Grecia, Spagna e anche l’Egitto che punta più sul mar Rosso sono infatti in crescita con una qualità dell’offerta che sale, prezzi competitivi e, nel caso dell’Egitto, con lo scemare del problema sicurezza e della conseguente paura.

Sarà quindi un estate magra per il settore. Si prevede infatti un decremento complessivo delle presenze del 4,1% e degli arrivi dell’1,6%. E anche il dato relativo al fatturato del comparto balneare italiano prevede una flessione di 3,3 punti percentuali, mentre il margine aziendale calerà di circa 8 punti percentuali rispetto alla stagione 2018. Maglia nera del settore, primato poco invidiabile, l’avrà la Puglia che, dopo anni di incessante crescita, nella prossima estate perderà sino al 13,6% di presenze e fatturato.