Meteo, duole ossa: è pioggia. Artrite, sarà gelo umido: era proverbio, è scienza

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 17 Ottobre 2013 14:38 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2013 14:43

MALTEMPO: PIOGGIA E VENTO SULLE MARCHEROMA – Quando alla nonna fanno male le ginocchia significa che pioverà, dice la saggezza popolare. Detto, credenza e abitudine che trovano ora conferme scientifiche. Spesso gli studi “seri” finiscono con lo smontare le credenze popolari ma, in questo caso, arriva invece la conferma di una relazione diretta tra meteo e salute.

 Freddo e temporali aumentano i dolori muscolari, ben l’80% di chi soffre di fibromialgia (dolori muscolari acuti) afferma che quando arriva il maltempo e calano le temperature i loro dolori aumentano. Il freddo fa male al cuore, ogni dieci gradi celsius in meno le probabilità di infarto aumentano del 7%.

Quando la pressione cala, e arriva quindi il maltempo, oltre ai dolori muscolari anche quelli artritici aumentano, così come aumentano i mal di testa durante i temporali, specie se abbondanti di fulmini. E poi l’umidità, bestia nera per chi soffre di gotta ed infiammazioni alle articolazioni e il vento, che anche se lieve, fa sentire i suoi effetti sul trigemino e quindi sui dolori dentali e cefalici. Ed infine le ferite, dalle cicatrici alle vecchie fratture, decisamente sensibili ai cambiamenti di pressione.

A raccontare di come la scienza confermi il nesso ipotizzato sin dall’alba della medicina, da Ippocrate come dalla medicina tradizionale cinese, è il Wall Street Journal. Quotidiano americano attento ad una relazione particolarmente sentita negli Usa, tanto che oltreoceano molte se non tutte le trasmissioni sul meteo hanno un “barometro” dei malanni. Il fenomeno non interessa però solo gli Stati Uniti, e anche la dove non finisce in tv ma si limita alla chiacchiera con “nonna”, coinvolge un’ampia fetta della popolazione.

 “In epoca moderna – scrive Massimo Vincenzi su Repubblica -, i ricercatori sono stati a lungo più cauti. I primi studi approfonditi sono datati metà anni Novanta, uno dei migliori è firmato da Amos Tversky dell’università di Stanford che dopo aver seguito per un lungo periodo una ventina di pazienti concluse: “Non ci sono prove scientifiche, anche se è indubbio che l’umore subisca le variazioni climatiche e di conseguenza abbia un peso anche sulla salute”.Ma adesso, la credenza popolare trova invece nuove conferme. Robert Jamison, professore alla Harvard Medical School spiega: “Il legame è diretto ed ha motivazioni biologiche”. Stesso parere viene espresso dal Centro reumatologia di Cordoba in Argentina che ha appena ripubblicato uno studio del 2010, aggiornandolo: “Per chi soffre di artrite, ma non solo c’è una relazione matematica tra i due fattori. Anche se poi varia da soggetto a soggetto”. Da noi se ne sono occupati gli scienziati del Cnr, secondo i quali manifesta i sintomi “un italiano su quattro”.Tutte le ricerche mettono in evidenza come i cambiamenti climatici, sbalzi di temperature, piogge o bufere di neve, comportano un aumento del dolore. I più colpiti sono quelli che soffrono di reumatismi e artriti varie. Ma le patologie indotte sono varie: mal di denti, testa, schiena, e poi ancora dolgono vecchie cicatrici e fratture mai del tutto guarite. La ragione precisa non è ancora stata individuata, anche se la teoria più comune riguarda la pressione barometrica: questa scende quando arriva il maltempo e in questo modo va a influire sulla pressione sanguigna esercitando una forza inusuale sulle articolazioni. “Pensate ad un palloncino che deve gestire la spinta dell’aria interna e di quella esterna: il nostro corpo reagisce in quel modo”, spiega Robert Jamison”.

Studi a cui poi si aggiungono gli esperimenti sulle cavie e le evidenze per cui anche gli animali risentono evidentemente delle condizioni meteo.

Anche assodato però che “aveva ragione nonna”, la soluzione non è andare a vivere in paesi dai climi più miti. Quello che infatti influisce sulle nostre condizioni di salute, non sono tanto le condizioni meteo e il clima in generale, ma i cambiamenti di questo, Alla famosa nonna faranno infatti male le ginocchia anche se si trasferisse ai Caraibi, ogni temporale le riacutizzerebbe il dolore, e se consideriamo che nei climi tropicali sono frequenti i cambiamenti meteo anche in poche ore…

Il corpo umano, così sensibile ai cambiamenti, è anche un organismo assai flessibile ed adattabile. Ecco perché impiega poco tempo ad abituarsi a differenti climi. Chi vive a San Diego, ad esempio, ha gli stessi problemi di chi vive in Canada, pur vivendo in zone climatiche assai differenti. Nessuna “soluzione” dunque, ma un’attenzione in più per le ginocchia di nonna.