La “cruna” di Passera: 13627 posti di lavoro da salvare in una settimana

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 22 Novembre 2011 15:17 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2011 17:37
operai termini imerese

Gli operai di Termini Imerese (Lapresse)

ROMA –Tredicimilaseicentoventisette posti di lavoro da salvare o almeno “riparare” in una settimana: benvenuto ministro Passera dalla “poesia” dello sviluppo e della crescita alla “prosa” delle aziende che chiudono o minacciano di farlo: Non solo Termini Imerese di cui il neo ministro ha detto “Ce ne stiamo occupando”. Non sono quei 1600 dipendenti di cui molti, chissà quanti, saranno “esuberi”. Anche i 600 della Whirlpool, i 700 della Adelchi, i 2100 della Merloni, i 1500 della Agile, i 7127 della Ansaldo Ferroviaria. Fabbriche o ex fabbriche dell’automobile, degli elettrodomestici, della calzature, dell’informatica, dei trasporti. E, gettata lì, rotolata tra i piedi del ministro, la disdetta di Sergio Marchionne di tutti i precedenti accordi sindacali in tutti gli stabilimenti Fiat. Su questo passera si è limitato a un “no comment”. Prudente, forse saggio, di certo esile e magro.

Nemmeno il tempo di tranquillizzare l’Europa, che il neonato governo Monti si trova a dover affrontare una settimana delicatissima e forse decisiva per l`industria italiana grande e piccola. Crisi aziendali che aspettano una soluzione, posti di lavoro in bilico tra ricollocazione e pensionamento. In qualche caso decisioni di politica dei settori che non sono più rinviabili. Nodi da risolvere dalla Whirpool di Varese, rischio chiusura e 600 esuberi; allo stabilimento di Termini Imerese appena lasciato dalla Fiat. Passando per la Merloni di Ancona, la Adelchi di Tricase sino all’Ansaldo. Con sullo sfondo la decisione della Fiat, annunciata da Sergio Marchionne, di abbandonare tutti gli accordi sindacali in vigore dal prossimo 1 gennaio. Unica nota positiva l`accordo appena raggiunto per la soluzione del caso Antonio Merloni che si trascinava da anni, anche se è ancora aperta la questione ricollocamento lavoratori.

La settimana “calda” si è aperta lunedì con una manifestazione di artigiani della Cna che hanno riempito piazza Farnese a Roma per dar vita a un rito simbolico della protesta imprenditoriale: la consegna delle chiavi delle aziende. Venerdì 25 poi, sempre a Roma, sarà la volta dei lavoratori del settore del materiale ferroviario che hanno proclamato otto ore di sciopero e una manifestazione in piazza Santi Apostoli. Motivo: la decisione di Finmeccanica di vendere la Ansaldo Breda, la Firema che è da un anno in amministrazione straordinaria, la Fernet che è fallita e non le infelici condizioni in cui si trovano Ferro Sud, Keller, Rsi e Officine Salento. Con il paradosso che la Ferrovie e le Regioni nel 2012 distribuiranno commesse per riparazione dei treni per 450 milioni di euro, ma le ditte italiane non riescono a presentarsi alle gare, lasciando così gli appalti a ditte svizzere, turche e spagnole. Segnale chiaro della debolezza delle imprese italiane abituate per decenni alla commessa garantita.

Mercoledì 23, al ministero dello Sviluppo economico, ci sarà da sancire il passaggio dell`impianto di Termini Imerese dalla Fiat al gruppo De Risio. 1.300 lavoratori ricollocati nella nuova azienda mentre ne resteranno fuori circa 600. A Termini la Fiat dovrebbe garantire anche una sorta di buonuscita, ma il nodo e il quesito resta: mentre il governo pensa di aumentare l`età lavorativa si può continuare a gestire le crisi aziendali con pensionamenti anticipati?

Intanto oggi (martedì 22) riprende la trattativa tra i sindacati e gli americani della Whirlpool per i 600 esuberi che hanno come epicentro Varese. In verità tutto il settore elettrodomestici è a rischio e viene da un record negativo: 4 mila posti persi negli ultimi tre anni. L`assemblaggio si sta spostando sempre di più verso Polonia e Turchia. I sindacati continuano a sperare che si trovi un imprenditore disposto a rilevare le lavorazioni che la Whirlpool vuole chiudere (frigoriferi), ma sinora tre incontri all`Unione industriali di Varese sono andati a vuoto.

Un`altra vertenza che ha riempito le cronache dei giornali è quella della Agile (ex Eutelia). L`azienda è in amministrazione straordinaria e giovedì 24 è previsto un incontro romano al ministero. La novità è che c`è un compratore all`orizzonte, la triestina Tds specializzata nell`informatica medicale. Sono in ballo 1.500 posti di lavoro e anche in questo caso l`iter di soluzione prevede un piano di riassorbimento e un progetto di ricollocazione delle eccedenze gestito con le Regioni e il Fondo sociale europeo. Ulteriori nubi all`orizzonte, invece, per il calzaturificio salentino Adelchi. La Cgil sostiene che i licenziamenti sono stati sospesi in attesa di un incontro a breve presso la Regione Puglia che dovrebbe tenersi giovedì 24. Gli operai sono in cassa integrazione da anni, le prospettive di trovare un acquirente si fanno sempre più esili.

Dulcis in fundo il caso Ansaldo, con oltre 7000 lavoratori coinvolti tra Genova, Pistoia, Napoli, Caserta, Reggio Calabria e Palermo. La “casa madre” Finmeccanica, al centro in questi giorni di indagini e arresti per dubbi rapporti con la politica, ha infatti deciso di cedere la costola AnsaldoBreda. Un’intenzione per ora, non ancora un problema concreto, ma una preoccupazione in più per  l’esecutivo.