Domenica Pdl fa da solo; gli altri scambisti; burlesque di liste civiche

diAlessandro Camilli
Pubblicato il 30 Aprile 2012 16:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2012 17:35
Elezioni amministrative 6-7 maggio

Lapresse

ROMA – Pdl e Lega, uno per obbligo e l’altra per scelta, alle elezioni di domenica prossima si presenteranno quasi ovunque in solitudine. Meglio soli che male accompagnati, almeno a destra quindi. Sull’altro fronte, il Pd si presenterà agli elettori in compagnia di Idv e Sel. Non ovunque per carità, la composizione del mosaico è assai frastagliata e prevede anche alcuni jolly, come l’Udc, che a seconda della location si presenterà da solo, con il Pdl o con il Pd. Il tutto arricchito poi dal boom delle liste civiche, moltiplicatesi rispetto alla precedente tornata elettorale e, in alcuni casi, solo apparentemente slegate dai partiti. Volendo sorridere un po’ e mutuando terminologia da altro campo di attività si può dire che stavolta il Pdl fa da solo, gli altri sono “scambisti” e tutti, anche la nuova politica e perfino l’antipolitica, praticano il vestimento “burlesque” delle liste civiche.

La polverizzazione delle alleanze consolidatesi negli ultimi anni ha avuto come risultato quello di costringere due alleati storici, come Forza Italia/Pdl e Lega, a correre da soli. Il partito di Berlusconi e Alfano si presenterà infatti in solitaria in 22 comuni su 26, in tre casi sarà accompagnato dall’Udc (Palermo, Isernia e Verona) e in un altro (Gorizia) dall’Udc e dalla Lega insieme. Partito di Bossi che, oltre a Gorizia dov’è alleato col Pdl, sarà in tutti gli altri 13 comuni dove si presenta, da solo.

Altra storia invece a sinistra, dove le alleanze di 5 anni fa hanno generalmente retto, certo con qualche distinguo e con qualche cambio di nome. Ma quest’anno come nel 2007, anno in cui si votò nelle amministrazioni che si andranno a rinnovare la prossima settimana, Pd, Idv e Sel si presenteranno generalmente uniti. Il partito di Bersani, in ben 16 casi su 26 si presenterà infatti insieme a Vendola e Di Pietro. Nei restanti 10 solo con l’uno o solo con l’altro, o ancora con l’Udc, ma comunque mai in solitaria. Stesso discorso per l’Idv che sarà solo in appena 5 casi (Brindisi, Palermo, Trapani, L’Aquila e Frosinone), e per Sel, che correrà in solitaria solo a Belluno e Frosinone.

Diverso e particolare il caso dell’Udc che andrà da solo, o con Fli, in 17 casi. In un caso, Gorizia, sarà con Pdl e Lega; in 3 con il Pdl; in 1, Frosinone, col Pd; in 3 con Pd, Idv e Sel e in 1, Brindisi, con Pd e Sel.

Rispetto a 5 anni fa non c’è stata però solo la disgregazione di quello che era il centrodestra. Il vento dell’antipolitica e la sfiducia non fanno eccezioni e questo ha fatto esplodere il numero delle liste civiche. In alcuni casi liste figlie della società civile che vuole proporre un’alternativa al panorama noto ma in altri, liste in realtà legate ai partiti tradizionali e ai loro candidati. Utili cioè solo a raccogliere i voti degli scontenti.

Rispetto al 2007 le liste civiche passeranno dalle 170 di allora alle 279 attuali. Un’esplosione che si spiega principalmente con il cambiamento dello scenario politico nazionale. Nelle precedenti elezioni non esistevano né il Pd né il Pdl e, mentre il centrosinistra si presentava con un assetto simile a quello attuale (Ds, Margherita, Idv e altri partiti di sinistra), il centrodestra è cambiato radicalmente. In quel caso si componeva quasi ovunque di An, Forza Italia, Lega (al Nord) e Udc; oggi quella coalizione non esiste più e, in molti casi, a sostenere e rinforzare le coalizioni locali sono arrivate schiere di liste nate sul territorio, a caccia dei voti degli scontenti della politica tradizionale.

A Frosinone ad esempio, città evidentemente delicata tanto da far presentare divisi anche gli alleati del centrosinistra, a sostegno del candidato del Pdl, Nicola Ottaviani, ci saranno ben sette liste civiche. A Lecce e Brindisi, ad appoggiare i candidati di Pdl e Fli, Paolo Perrone e Mauro D’Attis, ci saranno rispettivamente sei e cinque simboli non politici. Ma le liste civiche non sono esclusiva del centrodestra, anche i candidati di centrosinistra in moltissimi casi si appoggeranno infatti a loro: a Taranto Angelo Bonelli, oltre al simbolo degli Ecologisti, potrà contare su quattro civiche; il suo avversario del Pd, Ezio Stefano, su due, mentre il candidato di Rifondazione comunista, Dante Capriulo, su altre tre. Il record di liste civiche lo si registrerà sempre a Taranto, dove saranno 18, rispetto alle 11 del 2007; ad Alessandria, dove saranno 16 ed erano 5; e a Frosinone e Lecce dove saranno 14 ed erano 6.

Merita una citazione lo “strano caso di Pozzallo”, provincia di Ragusa, dove nel valzer degli accoppiamenti si troveranno insieme Pdl e Pd nel sostenere Roberto Ammatuna.