Pensioni, Inps: “Cara morta, domanda respinta ma può fare ricorso…”

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 1 Agosto 2014 12:21 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2014 12:23
Pensioni, Inps: "Cara morta, domanda respinta ma può fare ricorso"

Pensioni, Inps: “Cara morta, domanda respinta ma può fare ricorso”

ROMA – “Gentile signora, la informiamo che la sua pensione di invalidità non può essere erogata in quanto lei è morta. Se vuole, però, può sempre far ricorso attraverso i canali indicati”. Non è uno scherzo di cattivo gusto ma l’ordinaria ottusità dell’amministrazione italiana. Un’ottusità che rende possibile non solo che una lettera venga spedita ad una defunta, nonostante si sia a conoscenza del decesso, ma anche che alla defunta in questione venga indicato come e qualmente può far ricorso qualora non condividesse la decisione.

La storia della sfortunata signora Concetta la racconta Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.

“Poco prima di andarsene poco più che cinquantenne – scrive Stella -, la sfortunata signora aveva firmato una domanda all’Istituto di previdenza per avere una ‘pensione ordinaria di inabilità’, protocollata il 23 marzo di quel 2012. Due anni e mezzo di attesa ed ecco la risposta che il postino, racconta amaro Strofaldi (vedovo della signora in questione ndr), ha consegnato dopo qualche perplessità all’indirizzo che fu della donna ‘benché sapesse che si era (ahimè) trasferita altrove’”.

In sostanza la signora Concetta, scomparsa nel maggio del 2012, pochi mesi prima di andarsene aveva fatto richiesta per una pensione d’invalidità. Come di norma accade, anche se così non dovrebbe essere in Paese che ama definirsi civile, i tempi della risposta sono stati più che lenti e, appena 2 anni dopo, è arrivata la risposta.

Risposta negativa, niente pensione per Concetta. E niente pensione per un ottimo motivo: la richiedente è defunta e non è quindi, ovviamente, in possesso dei requisiti per averla. Fin qui, tempi biblici a parte, nessuno stupore. Come racconta al Corriere Giuliano Strofaldi, il marito e vedovo di Concetta, rimane l’amaro in bocca per l’intestazione della missiva indirizzata alla defunta nonostante, visto il motivo del no alla domanda, l’Inps sapesse bene che Concetta era passata a miglior vita.

Ma il bello, anzi l’aspetto davvero grottesco della storia e della lettera arriva dopo.

“La domanda di pensione di inabilità è stata accolta secondo i criteri medico-legali – spiega infatti la missiva – ma non viene erogata in quanto la cessazione dell’attività lavorativa è avvenuta con il decesso. (…) La informiamo che, nel caso volesse impugnare il presente provvedimento, potrà presentare un ricorso amministrativo”.

L’Inps quindi, dopo aver spedito una lettera ad una defunta, spiegando che non può avere la pensione proprio in quanto defunta, spiega questa come può contestare la decisione:

“La informiamo che, nel caso volesse impugnare il presente provvedimento, potrà presentare un ricorso amministrativo esclusivamente online attraverso il portale www.inps.it nello spazio riservato ai Servizi Online” oppure “tramite i patronati e tutti gli intermediari autorizzati dell’Istituto…”.

“Le ricordiamo che in ogni caso potrà presentare il ricorso entro e non oltre novanta giorni dalla data di ricevimento di questa comunicazione”, prosegue la lettera alla morta. “Qualora non intervenga alcuna decisione nei successivi novanta giorni, potrà proporre un’azione giudiziaria da notificare direttamente a questa Sede. Insieme al ricorso è necessario che lei presenti i documenti e fornisca le notizie che ritiene utili. (…) Se il ricorso non sarà deciso entro 90 giorni dalla data di presentazione, Lei potrà proporre azione giudiziaria entro tre anni dalla data di scadenza del termine previsto per la decisione del ricorso stesso. L’eventuale azione giudiziaria contro il presente provvedimento dovrà essere notificata presso questa agenzia…”. L’ufficio, chiude la surreale missiva, “è a sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento”. Segue la firma di un funzionario…

“Il computer – commenta Stella -, si sa, può essere assolutamente idiota”. Vero, verissimo, ma il computer è stato programmato. Da un uomo.