Prof e maestre, non sono eroi. Per cuore e mente di sindacato scuola

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 21 Ottobre 2020 10:49 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2020 10:49
Scuole chiuse fino all'11 gennaio (tutti), fino al 31 gennaio (alcuni): il fronte del 7 gennaio ha perso

Scuole chiuse fino all’11 gennaio (tutti), fino al 31 gennaio (alcuni): il fronte del 7 gennaio ha perso (Foto d’archivio Ansa)

Prof e maestre, non sono eroi. Non eroi della scuola. Anzi, con tutta probabilità, anzi con certezza individualmente di eroe della scuola tra prof e maestre ce n’è più d’uno.

Anzi ancora, più di cento e più di mille che fanno il loro e tanto di più. Ma come corpo docente, come corpo sociale, come corpo intermedio, come categoria sindacalizzata prof e maestre hanno espunto dal loro mansionario ogni forma, anche larvata, di eroismo.

PROF E MAESTRE. IL CONCORSO E L’ALIBI DEL CONTAGIO

Il concorso, il concorso per andare in cattedra che i sindacati della scuola (spalleggiati dal Pd) non vogliono sia fatto. Non solo i sindacati, anche i prof e le maestre precari e precarie, anche quelli che dovrebbero partecipare al concorso non vogliono sia fatto e non vogliono farlo. Hanno detto chiaro e tondo che vogliono andare in cattedra per anzianità di precariato e non per accertata professionalità tramite concorso. Hanno detto che si viene assunti come docenti perché si sta in fila nel precariato, è questa la qualifica che basta e avanza. E lo hanno detto questa primavera e questa estate, quando sembrava contagio da coronavirus non ci fosse più o fosse minimo.

Non lo volevano fare il concorso. Per principio e non per coronavirus. Il principio secondo il quale ogni valutazione tramite esame è oppressiva e discriminante. Avevano ben chiaro in testa il principio, e anche qualche memoria di quando, facendoli i concorsi, era risultato che il 30/40 per cento degli aspiranti ad una cattedra sarebbe dovuto tornare tra qualche banco perché variamente e diffusamente incompetente nelle materie che avrebbe dovuto insegnare.

Ora mostrano il contagio crescente come causa ultima e definitiva dell’annullamento del concorso. Spiace dirla così dura, ma si riparano dietro il contagio, usano il contagio come paravento per non mostrare il vero perché del loro irriducibile no al concorso. Cuore e mente di sindacato scuola concorrono in questa ferma richiesta che la scuola sia per chi ci lavora e prende uno stipendio. Per chi altro se no?

LEZIONI POMERIGGIO, ALTRA CRITICITA’

Lezioni al pomeriggio, cuore e mente di sindacato scuola dicono: “criticità”. Tradotto: dobbiamo lavorare anche il pomeriggio? Cuore e mente di sindacato scuola avevano a suo tempo fatto presente al governo che, fosse venuto in testa a qualcuno di far misurare temperatura agli alunni a scuola, allora “non competeva” al corpo docente, anzi a chi competeva tra i “lavoratori della conoscenza”?

Lezioni al pomeriggio per diminuire, frazionare numero di alunni su mezzi pubblici. Cuore e mente di sindacato scuola si fanno urbanisti e sociologi e obiettano che gli alunni si mischieranno con i pendolari di ritorno, che non è il caso, non serve, non risolve, bel altro…Cuore e mente di sindacato scuola hanno animo e ingegno per mascherare la non disponibilità allo sforzo e alla fatica suppletiva di lezioni anche al pomeriggio. Cuore mente di sindacati scuola non tollerano quell’anche.

SCUOLA IN APPALTO E GESTIONE AL SINDACATO

Prof e maestre non sono eroi della scuola. E non sarebbe, anzi non è obbligatorio esserlo. A prof e maestre non dovrebbe essere richiesto nessun eroismo. Tranne quella dose di coraggio civile che li avrebbe dovuto portare nella totalità a sottoporsi a test sierologici prima dell’inizio delle lezioni (lo ha fatto solo il 50 per cento). Non sono eroi e non dovrebbero esserlo in una scuola pubblica dove tutti hanno competenze sicure, ambiti definiti, responsabilità non fuggite e disperse, doveri e diritti chiari e condivisi.

In una scuola dove i presidi non mimano i manager spacciando il numero promossi per produttività. In una scuola dove le famiglie sono partner di minoranza e non sindacato di blocco. In una scuola dove governo nazionale e governi regionali non cercano solo di piazzare gente ed evitare grane. In una scuola dove se non sei bravo e competente è chiaro a tutti che fai partire per la vita i tuoi alunni come auto cui non hai avviato i bulloni delle ruote. In una scuola vera, anche in tempi di pandemia, non c’è bisogno di prof e maestre eroi.

Ma una scuola così non c’è, c’è invece il suo contrario: la scuola appaltata, data in gestione al sindacato scuola. E in una scuola così i prof e le maestre individualmente eroici ci sono e neanche pochi. Ma si perdono, vengono resi invisibili e inutili da cuore e mente di sindacato scuola.