I quattro onorevoli e moschettieri…del vitalizio, anche a Camere sciolte

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 24 settembre 2014 14:34 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 14:35
L'editoriale di Massimo Gramellini

L’editoriale di Massimo Gramellini sui vitalizi

ROMA – Tutti per uno ed uno per tutti. Il motto reso celebre dai moschettieri e soprattutto da Dumas che ne narrò le gesta è noto ed arcinoto. E chissà se i novelli moschettieri in salsa italica vi avranno rivolto il loro pensiero mentre applicavano quel motto al vitalizio che, evidentemente, agognano fortissimamente. Vitalizio, quella pensione per parlamentari che scatta dopo una legislatura, anzi metà, anzi anche un pezzetto di legislatura secondo suggerimento, ordine del giorno e tentativo dei quattro.

I moschettieri nostrani non sono, in realtà, combattenti senza macchia e senza paura. Ma sono, più banalmente, 4 parlamentari del Nuovo Centro Destra, il partito di Angelino Alfano parte strutturale del governo Letta prima e di quello Renzi poi. I quattro, che rispondono ai nomi di Giuseppe Esposito, Pietro Langella, Federica Chiavaroli e Laura Bianconi (due uomini e due donne, sulla parità di genere non si scherza), cogliendo l’occasione del dibattito in Senato sul bilancio di questo, hanno pensato ai loro colleghi che, con questi chiari di luna, rischiano di non arrivare alla fine della legislatura, cosa che si tradurrebbe in un addio al vitalizio per i parlamentari che attendono la cosiddetta scadenza naturale del Parlamento per maturare il diritto all’emolumento.

I moschettieri di Alfano hanno quindi pensato a come risolvere il grave problema che in caso di elezioni anticipate colpirebbe chissà quanti dei loro colleghi. E vedi mai anche loro… Così hanno deciso di prendere carta e penna per scrivere un ordine del giorno “ad personas”, un ordine del giorno all’insegna del tutti per il vitalizio e il vitalizio per tutti.

I quattro, nel loro documento, invitano “a valutare l’opportunità, di concerto con il Collegio dei Deputati Questori e con l’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, di consentire, in via eccezionale e straordinaria, con una norma di natura transitoria, la possibilità per i parlamentari, in caso di scioglimento anticipato della XVII legislatura, di versare i contributi per il completamento del quinquennio”.

Per usare le parole di Massimo Gramellini, tagliando corto, “vogliono il vitalizio anche in caso di scioglimento anticipato della legislatura”.

Bontà loro i 4 alfaniani propongono che siano i parlamentari stessi a versarsi i contributi mancanti, ma la parte forse più grottesca della loro proposta/richiesta è la motivazione. “Ritenuto che le profonde riforme costituzionali alla realizzazione delle quali è impegnato il Parlamento dell’attuale legislatura, conferisce a quest’ultima una vera e propria natura costituente; considerato che il Consiglio di Presidenza del Senato (…) ha attivato il processo di unificazione delle attività amministrative riguardanti lo status dei parlamentari, al fine di dare immediato corso a misure volte ad omogeneizzare detto status, invita il Collegio dei Senatori Questori e il Consiglio di Presidenza del Senato” a valutare l’estensione del vitalizio anche a chi non ha maturato i requisiti.

In altre parole tentano di giustificare la loro richiesta con le riforme, con una logica che non solo a Dumas, ma persino al padre di questa Aristotele risulterebbe incomprensibile.
“Dopo lo smascheramento della furbata a opera dei Cinquestelle – scrive Gramellini -, il coordinatore del Ncd (Non conoscono decenza) è stato costretto a cascare dal pero e a ritirarla, con l’aria offesa di chi non ne sapeva niente. Si tratta del professor Quagliariello, uno dei ‘saggi’ di questa Repubblica di sventati. Pare sia rimasto basito davanti a una simile esibizione di sfrontatezza, così lontana dalle abitudini parche e riservate degli alfanoidi. Deve essergli sfuggito che alla Regione Lombardia un solo partito non ha votato l’abolizione dei vitalizi ai consiglieri: il suo”.

I quattro, non proprio e non certo una banda come quella cinese di infausta memoria, non proprio e non certo la banda dei quattro. Però moschettieri della sfrontatezza anche non astutissima sì. Adoperarsi per mettere integro  in salvo il vitalizio dei parlamentari, qualunque cosa succeda. Per farlo occorre essere anche un po’ tontoloni oltre che sfacciati.

Viva i moschettieri!