Roma libera…dai carri attrezzi. Compie due anni la festa di sosta dove ci pare

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 3 novembre 2017 14:10 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2017 14:10
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Carro attrezzi all’opera a Roma

ROMA – Roma libera…dai carri attrezzi. Liberata e son due anni esatti, era il 3 novembre 2.015, dalla tortura, tormento e dittatura. Succedeva perfino, pensate, che se lasciavi l’auto in sosta e ben chiusa a chiave su una striscia pedonale, davanti a un passo carrabile, su una corsia per bus, sugli spazi riservati ai disabili, davanti a un cancello privato o pubblico, sui marciapiedi agli angoli di strade e incroci…succedeva perfino che arrivasse un carro attrezzi e te la portasse via l’auto.

Auto rimossa, portata via, portata in un deposito e tu che l’avevi lasciata in sosta un po’ dove ti pareva e faceva comodo facendo danno agli altri di cui, diciamolo, ti fregava pochino, l’auto rimossa la dovevi andare a prendere in un deposito. Pagare la multa, pagare rimozione e deposito, faceva più o meno 150 euro. Succedeva perfino questo a Roma, qualche volta l’auto che avevi lasciato a chiudere o dimezzare una strada te la portavano via con il carro attrezzi.

Ora non succede più. Non succede più da due anni. E’ il secondo compleanno della liberazione. Ora e da due anni con l’auto ognuno ci fa quello che gli pare a Roma. A Roma l’auto la lasci dove ti pare. Il carro attrezzi non c’è più. Da due anni esatti. E Roma liberata dai carri attrezzi dà il meglio di sé in tema di convivenza incivile.

Interi sottopassi del Lungotevere trasformati in parcheggi e, praticamente ovunque, auto a dimezzare, rendere nulla o quasi la visibilità agli incroci. Si parcheggia infatti sul marciapiede dell’incrocio in modo che chi viene di qua non possa vedere chi viene di là. E creando le condizioni perfette per un incidente. Si parcheggia, si lascia la macchina ovunque con sprezzo e sfregio del prossimo. Non esiste altro prossimo che non se stesso. Tanto al massimo si rischia la multa. Anzi la multa è un rischio molto aleatorio. A Roma tutti sanno che l’unica multa possibile, quasi certa, è quella che lascia l’auto nelle strisce blu. Lì ti multano anche se ritardi cinque minuti con il tagliandino del tempo pagato. Fuori dalle strisce blu a Roma l’auto la puoi mettere e lasciare anche davanti a un ospedale senza essere multato.

Quelle delle multe a Roma è un tema che meriterebbe trattazione a sé. La multa è una sorta di pizzo che l’autorità più o meno in divisa ogni tanto viene a incassare. Un giorno sì, dieci no. Un giorno tutti multati in una via, per i trenta giorni successivi nessuna multa in quella via…La multa è a Roma come la pioggia, può arrivare o no, non si sa. Anzi, la pioggia risponde ad una logica, c’è o non c’è per motivi individuabili e conoscibili. La multa a Roma no, la multa a Roma è capriccio, vezzo, infortunio…

Comunque la multa ha perso da due anni il suo partner, il carro attrezzi. Due anni esatti fa il Comandante dei Vigili Urbani tolse alla società che gestiva le rimozioni stradali l’incarico perché c’erano tasse non pagate e giustamente il Comune non ci voleva andare di mezzo. Da allora bandi, mezzi bandi, progetti, mezzi progetti per riassegnare la gestione del servizio. Lo fa il Comune direttamente? Figuriamoci…Lo fa Atac? Ma se Atac sta quasi, come dicono a Roma, “agli alberi pizzuti”, cioè ai cimiteriali cipressi. Lo fa un privato? Chi, come, dove, quando?

Nel dramma esistenzial politico di dover decidere e fare si è smarrito prima Marino sindaco e ora Raggi sindaca. Per cui è molto molto probabile facile che i due anni di Roma libera e liberata dal carro attrezzi diventino almeno tre e che sosta incivile celebri ancora la sua festa il 3 novembre 2.018. In fondo questa nuova versione della democrazia va di moda sui social, in tv, in politica. Democrazia, cioè ognuno fa come gli pare. Perché non applicarla in strada, quando si lascia l’auto? Roma è all’avanguardia, altro che quei posti oppressivi e di regime dove vigono, valgono e, incredibile, vengono perfino fatte rispettare regole.