Spending review, c’è chi incassa: scuole e università pubbliche

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 9 luglio 2012 15:20 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 15:20
scuola

(LaPresse)

ROMA – Novanta milioni di euro per il diritto allo studio all’interno delle università, oltre cento milioni per i libri di testo gratuiti, un fondo per le visite fiscali, un meccanismo per calmierare le tasse negli atenei, niente paventato taglio di duecento milioni alle università e anzi, taglio di dieci milioni ai fondi delle università non statali e nessuno stanziamento previsto a favore delle cosiddette scuole paritarie. Sono in molti a versare lacrime sulle misure introdotte dalla spending review, chi certo non può farlo è il mondo della scuola.

A ragione e più spesso a torto sono in molti a “piangere” per i tagli che le nuove misure del governo Monti hanno appena introdotto. Piangono i sindacati, piangono i partiti, piangono gli ospedali e piangono i dipendenti pubblici. Chi di sicuro non si può lamentare sono la scuola e l’università. Niente tagli per loro e anzi, rispetto a quanto previsto dal precedente governo, e rispetto anche a quanto ipotizzato in alcune bozze della spending review poi modificate, al posto dei tagli sono apparsi persino dei finanziamenti.

Scrive il Corriere della Sera: “A guardare il provvedimento approvato si può capire qualcosa in più. Ci sono quei novanta milioni di euro per il diritto allo studio all’interno delle università. Uno stanziamento che era stato più che dimezzato dal precedente governo. Ma c’ è anche un meccanismo per calmierare le tasse negli atenei che il provvedimento della spending review ha legato al diritto allo studio. Sono in tanti gli atenei dove venivano fatte pagare tasse troppo alte. Adesso chi eccede quel 20 per cento rispetto al finanziamento ordinario, sarà obbligato a restituire quei soldi in borse di studio per gli studenti. Ma non è tutto. Nella bozza della spending review che circolava prima dell’approvazione, si prevedeva un taglio di circa duecento milioni alle nostre università. Questi tagli non ci saranno. E c’è stato invece un taglio di dieci milioni ai fondi delle università non statali, che per il prossimo anno prenderanno quindi soltanto dieci milioni. Nessuno stanziamento è stato invece previsto a favore delle cosiddette scuole paritarie”.

E ci sono poi 103 milioni di euro destinati al finanziamento dei libri di testo gratuiti e altri 23 che serviranno a creare un fondo da cui regioni ed istituti scolastici potranno attingere per coprire le spese delle visite fiscali, evitando così oneri finanziari e amministrativi.

A voler cercare poi qualche taglio nel mondo dell’istruzione si può trovare il taglio della carta: basta pagelle, note e comunicazioni in via cartacea e largo al web e alle e-mail. “Bisogna eliminare quella gestione un po’ antica della scuola ancora in atto. Noi siamo un Paese che per alcune cose è ancora rimasto allo scorso millennio”, ha detto Francesco Profumo, ministro dell’ Istruzione. E così nel decreto della spending review fuori la carta e largo alla pagella on line, alle note via mail e alle iscrizioni via web, con un notevole risparmio di carta e di tempo.

 

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