Detrazioni fiscali che ci levano: lavoro salvo, salute forse, casa addio

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 20 Marzo 2012 - 15:06 OLTRE 6 MESI FA

Lapresse

ROMA –Un carciofo da sfogliare, una margherita da interrogare con la domanda ad ogni petalo: me la levano o non me la levano la detrazione? Quella sulla casa da ristrutturare non si salva, quella sul lavoro sì, quella sulle spese mediche forse. E’ di 90 miliardi di euro il “bacino” in cui il governo intende pescare, recuperando dalla riorganizzazione, leggi taglio delle agevolazioni fiscali. Il grosso verrà dal mattone. Era una montagna del valore di 160 miliardi di euro già adocchiata dall’ex ministro Tremonti che da lì voleva recuperare i fondi per la riforma fiscale, settanta circa sono salvi. Ora il governo Monti dai restanti 90 vuole tirarne fuori una ventina da destinare ad altro. Il dettaglio delle nuove norme deve ancora essere approntato dall’esecutivo, ma la “montagna agevolazioni” è già stata suddivisa in capitoli di massima: le agevolazioni più o meno tangibili, cioè tagliabili; e quelle intangibili, cioè salve.

Il Sole 24 Ore ha confezionato una tabella/pronostico da cui si evince che per la casa non ci sono speranze, si taglia tutto il tagliabile. Insomma il 36 per cento di rimborso fiscale sulle ristrutturazioni vale per quest’anno, dal prossimo varrà solo per chi ha redditi bassi. E sorte analoga probabilmente avrà il 55 per cento di rimborso fiscale sulle spese per il risparmio energetico. Il lavoro, o meglio le detrazioni legate alla condizione fiscale di lavoratore dipendente, è al sicuro e incerta è la sanità, cioè la deduzione delle spese mediche. Tre i criteri che hanno operato nella divisione: la tutela di princìpi e valori costituzionali, il contrasto delle doppie imposizioni e il rispetto degli accordi internazionali o della compatibilità con l’ordinamento comunitario.

Ma partiamo dalle cattive notizie, cioè da quelle agevolazioni “in via d’estinzione”: addio alla deduzione della rendita catastale dell’abitazione principale, quasi 25 milioni gli italiani che ne beneficiano e 3 miliardi il costo per lo Stato. Addio alla detrazione del 36% sul recupero edilizio, circa 5 milioni gli interessati e 2 miliardi il costo. E addio anche alla detrazione sugli interessi passivi dei mutui, 4 milioni di beneficiari e 1,3 miliardi di costo; alla deduzione forfettaria sui canoni di locazione, 3,7 milioni di interessati e 1,4 miliardi di risparmio e al prelievo ridotto sull’acquisto della prima casa, 325 mila beneficiari per 1.1 miliardi. Cinque capitoli, tutti sulla casa, che il quotidiano della Confindustria, e probabilmente il governo, giudicano spacciati.

Qualche speranza di salvezza la conservano invece la detrazione del 19% delle spese mediche, giudicata a rischio ma non spacciata, detrazione che riguarda oltre 14 milioni di italiani e che costa 2.3 miliardi di euro. Così come qualche speranza di vedere il 2013 la conservano le detrazioni del 55% per il risparmio energetico, 756 mila interessati e 1,1 miliardi di costo e la riduzione del cuneo fiscale, 1,8 milioni di beneficiari e 5 miliardi e mezzo di costo.

Chi invece dovrebbe essere certamente al sicuro sono le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente, da pensione e assimilati, oltre 28 milioni gli italiani interessati e 37,7 miliardi il costo per lo Stato. E poi la deduzione dei contributi obbligatori, quasi 25 milioni i beneficiari e quasi 10 miliardi il costo. E ancora le detrazioni per familiari a carico (12milioni e mezzo per oltre 11miliardi) e per la tassazione separata del Tfr (5.5milioni per 4.6miliardi). Infine salva dovrebbe essere anche l’esclusione dall’imponibile degli assegni per il mantenimento dei figli, oltre 4 milioni i beneficiari e quasi 2miliardi il costo.

Tredici capitoli che il Sole ha messo in colonna facendo un pronostico stile vecchio totocalcio e, anche se “la palla è rotonda”, in questo caso la possibilità d’errore è minima. Nuovi tagli che si andranno ad aggiungere a quelli fatti pochi mesi fa e di cui, tra l’altro, ancora non si è cominciato a sentire il peso.

Si potrebbe dire che sino ad oggi si è “scherzato”, gli effetti del decreto salva Italia cominceranno a farsi sentire nelle tasche, e anche in termini di consenso politico, solo a giugno, quando l’Imu andrà pagata. E poi ancora ad ottobre quando in un’economia in recessione, la nostra, scatterà l’aumento di 2 punti percentuali dell’Iva. Tutte misure che gli italiani conoscono e aspettano, ma un conto è sapere e un conto è pagare. Sopravviveranno i nostri eroi al governo all’estate dell’Imu, all’autunno dell’Iva, all’inverno delle detrazioni tagliate e alla campagna elettorale lunga un anno che di fatto comincia tra giugno e settembre e finisce solo a primavera 2013?