Tasse: fai il morto, non paghi. Funziona: il “genio” di morire solo per il Fisco

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 30 Luglio 2013 14:29 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2013 14:30

tasseTORINO – Paradisi fiscali, fatture false, conti in nero, prestanome… di modi per non pagare le tasse e beffare il fisco ne esistono a bizzeffe. L’aspirante evasore ha solo l’imbarazzo della scelta ma, a volte, il genio si rivela. E questa volta il “genio” risponde al nome di Giovanni, vive a Nichelino e, per smettere di avere seccature dal fisco, ha pensato di risolvere il problema alla radice: si è dichiarato morto. I defunti, come è noto, non pagano le tasse, così dal lontano 2009 il “geniale” evasore risultava deceduto.

Una storia, quella di Giovanni, assolutamente paradossale e che forse solo nel nostro Paese poteva realizzarsi ed andare avanti per più dei 4 anni anni che è durata se un’ingenuità del defunto non avesse fatto saltar fuori la verità. Una storia in cui si legano la scaltrezza, la fantasia e i reati del signor Giovanni e la terribile burocrazia italica. In quasi qualsiasi paese civile infatti, nell’epoca di internet, un semplice incrocio dei dati tra Comune ad Agenzia delle entrate avrebbe smascherato il novello zombie. Ma in Italia l’incrocio dei dati è raro quasi quanto un unicorno e, proprio sapendo questo, il signor Giovanni era ragionevolmente certo di poterla fare franca.

Titolare di due panetterie, regolarmente in funzione e con tanto di dipendenti anche dopo il decesso, il nostro evasore totale decise un giorno di 4 anni fa che basta, di tasse, fisco e simili non voleva più saper nulla. E la conclusione a cui giunse fu quella che non c’era miglior soluzione che sparire. Spedì quindi un parente all’Agenzia delle entrate dove, con semplice autocertificazione e senza bisogno di certificati medici o altro, dichiarò che Giovanni tal dei tali era venuto a mancare. Se ci fu anche qualche lacrima di circostanza non si sa ma poco conta.

Da quel giorno del 2009 per il fisco il signor Giovanni ha cessato di esistere. Ma grazie alla burocrazia a compartimenti stagni ha continuato a risultare vivo per il comune. Certo, non tutto è continuato come quando era “vivo”. Una volta scaduta la patente non l’ha rinnovata, ma è stata questa forse l’unica seccatura, per il resto tutto è continuato come prima: il lavoro, le vacanza, gli amici.

A dire il vero qualcosa è cambiato, ma col decesso c’entra poco. Giovanni, insieme alla condizione di defunto, cambiò la moglie con una giovane 29enne ucraina e lasciò nella vecchia vita anche due figli. Trascorse così, morto e contento, 4 lunghi anni. Fino a che una sua distrazione, e non il fisco, non la guardia di finanza, non la burocrazia italiana, ha fatto venire a galla la verità o, a seconda dei punti di vista, non l’ha riportato nel mondo dei vivi.

Nonostante la patente scaduta Giovanni continuava infatti a guidare l’auto, intestata ovviamente all’amica, e un per lui triste giorno con quella macchina è andato a sbattere su di un palo. Morto e senza patente Giovanni si è affrettato a lasciare il luogo dell’incidente lasciando però, da bravo cittadino, un biglietto con indicato dove poteva essere rintracciato. Il numero di telefono sul biglietto era, nemmeno a dirlo, quello dell’ucraina. Distratto o troppo sicuro di sé Giovanni vergò però il suddetto messaggio su un foglio dove era indicata la sua partita Iva e, in più, i vigili intervenuti sul posto, cercando testimoni dell’incidente, si sentirono dire che alla guida dell’auto c’era un uomo e non una donna. Tante, troppe stranezze.

Da questi particolari risalire al signor Giovanni non fu immediato, ma quasi inevitabile. Al Comune s’insospettiscono, all’agenzia delle entrate risulta defunto, viene investito della cosa l’assessore di Nichelino che da un anno si batte per scovare gli evasori e finalmente la verità viene a galla. Giovanni viene “pescato” mentre tranquillo ed ignaro, da morto, lavora alla panetteria. A trovarlo, fingendo di comprare un panino, proprio l’assessore anti evasione. Ora, col fisco, Giovanni dovrà tornare a fare i conti. Ma se anche la nostra burocrazia facesse due conti con se stessa, forse, qualcuno di quei miliardi che ogni giorno ci ricordano che vengono evasi potremmo recuperarlo, Magari senza inseguire morti viventi.