Tre miliardi di anni fa Marte era… la Terra

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 29 Settembre 2015 13:31 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2015 13:31
Tre miliardi di anni fa Marte era... la Terra

Tre miliardi di anni fa Marte era… la Terra

ROMA – C’era una volta l’acqua. Marte, il pianeta rosso che da migliaia di anni affascina l’immaginazione degli uomini, tra i 3 e 4 miliardi di anni fa non era il pianeta arido che oggi conosciamo. Come ha rivelato il lavoro della Nasa oggi su Marte scorrono ruscelli di acqua salata stagionali. Ma ieri, ieri nella misura del tempo dell’universo, la situazione era molto diversa e sul nostro vicino cosmico c’erano oceani e laghi, le condizioni ideali perché ospitasse la vita. E se anche non ci sono ad oggi evidenze di questo, nulla esclude che in un passato decisamente remoto si siano sviluppate vere e proprie civiltà. Poi è successo qualcosa, e l’80% dell’acqua presente sul pianeta è evaporata, rendendo Marte il deserto rosso che oggi studiamo.

“Circa 4 miliardi di anni fa – spiegava un articolo di Luigi Bignami su Focus nel marzo scorso – sulla superficie di Marte si estendeva un oceano d’acqua che copriva una gran parte della calotta settentrionale. Si estendeva su un’area che occupava circa il 19% della superficie del pianeta. Per avere un’idea dell’impatto che esso doveva avere su Marte si pensi che, a confronto, l’Oceano Atlantico occupa il 17% della superficie terrestre e che questo antico oceano marziano conteneva più acqua di quanta ne contenga l’oceano artico terrestre. La quantità d’acqua presente è stata misurata con precisione attraverso l’uso di telescopi terrestri, dal Very Large Telescope all’European Southern Observatory, fino al telescopio Keck delle Hawaii. Se tutta l’acqua presente in quel tempo lontano avesse ricoperto l’intero pianeta si sarebbe potuto formare un oceano profondo 137 m. Ma poiché l’acqua si era concentrata nell’emisfero settentrionale i mari dovevano possedere aree in cui le profondità marine si immergevano anche per oltre un chilometro e mezzo”.

A queste analisi si è aggiunta la scoperta della Nasa che ieri ha annunciato di aver le prove che anche ora sul pianeta rosso c’è dell’acqua. O meglio, dell’acqua allo stato liquido. Se infatti già era cosa nota che sotto la superficie di Marte ci fossero delle riserve di ghiaccio, ora grazie al lavoro di un satellite americano che da tempo opera nell’orbita del nostro vicino sappiamo che su quel pianeta ci sono anche dei ruscelli. Piccoli corsi d’acqua, stagionali e salati, quindi non adatti a supportare la vita se non ad uno stadio elementare, responsabili di quelle striature nere che da tempo osserviamo increspare la superficie di Marte.

Alla luce di queste informazioni, nulla vieta che prima che la Terra diventasse un pianeta ospitale, fosse Marte la culla della vita nel nostro sistema solare. Come nulla vieta che là si fossero sviluppate non solo la vita ma delle vere e proprie civiltà. Civiltà che potrebbero essere nate, cresciute, prosperate e scomparse senza che a noi arrivasse traccia alcuna. Quando infatti Marte era coperta d’acqua, la Terra null’altro era che poco più che una palla di fuoco. Non solo gli uomini sarebbero comparsi miliardi di anni dopo, ma anche i dinosauri e le prime forme di vita terrestri erano ancora lontane dallo svilupparsi.

Poi, per qualche ragione che ancora gli scienziati non sono in grado di spiegare, quasi l’87% dell’acqua è evaporata, perdendosi nello spazio e lasciando Marte diventare il deserto rosso che oggi osserviamo. Le ragioni di questa ‘fuga’ possono essere diverse e, fino a che non se ne scoprirà la vera causa, non si può fare a meno di procedere con delle semplici ipotesi. Ipotesi che vanno da uno sviluppo del sistema solare, che 3-4 miliardi di anni fa era ancora molto giovane, che può aver portato a delle modificazioni climatiche ed atmosferiche. Ma sul piatto si possono mettere ipotesi anche più affascinanti, come quella che un’antica civiltà marziana possa aver sfruttato oltre i limiti il pianeta che abitava, sino a renderlo inabitabile e desertico. Ipotesi certo più improbabile, ma incredibilmente simile a quello che stiamo vedendo accadere su un altro pianeta del sistema solare. La Terra.