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Usa 2 milioni, Brasile 750mila, Russia 400mila. Tanto non esiste…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 11 Giugno 2020 12:35 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020 12:41
Brasile, Ansa

Usa 2 milioni, Brasile 750mila, Russia 400mila Tanto non esiste… (foto Ansa)

ROMA – Per Jair Bolsonaro era ed è sostanzialmente una truffa, mentre Donald Trump aveva deciso che l’idrossiclorochina avrebbe risolto il problema, almeno per lui.

Usa e Brasile oggi hanno il poco felice risultato di essere i primi due Paesi al mondo per numero di contagi: oltre 2 milioni negli Stati Uniti e oltre 750mila in Brasile.

Terza la Russia, con poco meno di 400mila contagiati. E tra politici e non c’è chi ancora strepita che il virus non esiste…

Inizialmente contrario, per non dire ostile, e poi costretto ad accettare le chiusure il presidente americano non ha mai nascosto il suo approccio scettico alla pandemia, riducendola il più delle volte da problema sanitario ad una questione di lite con la Cina e, al bisogno, con l’Oms.

Atteggiamento che ha contribuito senza dubbio alla diffusione del virus oltreoceano dove oggi i contagi superano i 2 milioni, facendo del paese a stelle e strisce quello più colpito al mondo, dove si contano oltre 100mila morti.

Più vittime di quante ne abbiano fatto tutti i conflitti a cui gli Usa hanno preso parte dalla fine della seconda guerra mondiale.

Scettico il presidente e scettici, a dir poco, anche alcuni elettori.

Ad esempio quelli scesi in piazza per protestare contro il lockdown perché limitava le loro libertà.

Scesi in piazza con fucili automatici e armi da guerra.

Le foto fecero il giro del web e dei media. Stesso continente, altro emisfero.

In Brasile il presidente Jair Bolsonaro, guarda caso grande sostenitore di Trump, ha fatto letteralmente la guerra alle autorità locali che hanno imposto misure restrittive per contenere il contagio.

Gli ha fatto la guerra a parole, invitando ripetutamente a riaprire e bollando le misure come eccessive e inutili, e gli ha fatto la guerra nei fatti continuando a presenziare a comizi e persino organizzando barbecue.

Risultato 770mila e passa contagiati e quasi 40mila vittime.

In questa poco felice classifica l’Italia, a lungo nei posti di testa, è scivolata in settima posizione e, sul terzo gradino del podio, è salita la Russia: 500mila contagi e 6.500 vittime.

Qui il presidente Vladimir Putin è sembrato più cauto rispetto ai colleghi americani, ma il coronavirus sta forse per la prima volta aprendo una crepa nella sua lunghissima e sinora inattaccabile leadership.

Tra gli scettici non va poi dimenticato il britannico Boris Johnson, contagiato e che ha pagato in prima persona, con il Regno Unito che con 41mila decessi è secondo solo agli Stati Uniti, mentre è più indietro nella lista dei contagi.

Non sono però solo i leader politici ad essere scettici e credere – e in qualche caso dire – che il virus non esiste.

Ci sono anche tante – troppe – persone ‘comuni’ che lo pensano o si comportano come se lo pensassero.

Ci sono i gilet arancioni e ci sono quelli che spiegano come Bill Gates sia Satana travestito da lobbista di Big Pharma, personaggi folkloristici se non fossero in questo caso letteralmente pericolosi.

Ma ci sono soprattutto quelli che ‘la mascherina io non la metto’, quelli che picchiano l’autista del bus perché gliela chiede e quelli che fanno selfie e brindisi come se nulla fosse accaduto.

Per la cronaca è accaduto, all’11 giugno, che nel mondo ci siano stati 7.360.239 contagiati e 416.201 morti.