Vaticano. Lista 800 case dei preti ai vip: fantasma su Roma

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 10 Novembre 2015 13:56 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 13:56
Vaticano. Lista 800 case dei preti ai vip: fantasma su Roma

Vaticano. Lista 800 case dei preti ai vip: fantasma su Roma

ROMA – Tra le vie millenarie e gli antichi palazzi della città eterna s’aggira un fantasma in grado di turbare i sonni di centinaia di romani. E’ il fantasma rappresentato della lista degli appartamenti vaticani dati in affitto, si fa per dire, ai cosiddetti ‘vip’, agli amici degli amici. La lista cioè degli immobili di proprietà di vari istituti religiosi, Propaganda Fide in primis, dati a canoni decisamente agevolati se non addirittura gratis a varie personalità e personaggi. Proprio quei personaggi il cui sonno è ora rovinato dalla paura che tra le carte rubate dai corvi vaticani possa saltar fuori il loro nome, la loro storia e soprattutto il loro canone d’affitto.

“Case di lusso affittate a prezzi stracciati – scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera -, alberghi e centri estetici gestiti da società private e divenuti luoghi di incontro segreti, operazioni di compravendita con plusvalenze occultate: c’è anche questo trai documenti trafugati dai ‘corvi’ del Vaticano. Elenchi con migliaia di nomi e indirizzi raccolti in vista di una ‘revisione’ dei criteri per l’amministrazione del patrimonio immobiliare, in particolare quello di proprietà di Propaganda Fide. Liste di ‘clienti’ eccellenti che fanno aumentare la preoccupazione di chi indaga per l’utilizzo di questi atti riservati che potrebbero diventare strumento di minacce e ricatti. Anche perché era stata proprio la Cosea, la commissione referente per lo studio dei problemi economici e amministrativi, a stilare l’elenco delle case di proprietà di ben 26 istituzioni. Sono almeno quattro gli alti prelati ascoltati negli ultimi giorni e la convinzione è che la resa dei conti all’interno della Santa Sede sia tuttora in corso. Ecco perché non si esclude che nuovi provvedimenti possano essere presi nei prossimi giorni. E che l’inchiesta possa coinvolgere altri religiosi dopo monsignor Lucio Angel Vallejo Balda – ancora in stato di arresto – e Francesca Chaouqui, rilasciata dopo aver iniziato a collaborare, entrambi accusati di aver ‘venduto’ materiale che doveva invece rimanere riservato”.

Materiale che ora, in parte grazie a due libri usciti da pochi giorni, ed in parte attraverso altri canali che vanno dalle inchieste giornalistiche sino a quelle giudiziarie, rischia concretamente di diventare pubblico. Un bel grattacapo per chi su quelle pagine teme di poter leggere il proprio nome. Se pure è infatti altamente probabile che in molti casi non ci sia nulla di penalmente rilevante, nulla vieta infatti a Propaganda Fide o altri di dare a canone scontato o addirittura in prestito una proprietà, altro è il discorso d’immagine e d’opportunità per chi si dovesse trovare a spiegare perché riceveva dal Vaticano un favore. Che si tratti di un politico come di un giornalista.

Tanto poi per avere un’idea concreta della materia di cui si sta trattando, basti pensare che sono circa 800 gli appartamenti di proprietà della sola Propaganda Fide per un totale di oltre 180 mila metri quadri. Appartamenti che nella maggior parte dei casi si trovano ovviamente in zone di altissimo pregio, come alcune parti del centro storico di Roma o non lontano dal Vaticano, e raramente somigliano a monolocali nell’estrema periferia.

Sul fronte giudiziario sono stati i magistrati a svelare come in alcuni palazzi nel centro storico fossero stati aperti centri di saune e massaggi, molto spesso frequentati da religiosi per incontri a luci rosse. Ma anche a far emergere l’identità di imprenditori che erano riusciti ad ottenere sempre da Propaganda Fide interi stabili da adibire a hotel. Come nel caso di Maurizio Stornelli, fratello dell’ex dirigente di Finmeccanica Sabatino, che con la sua società ‘Burcardo’ ha siglato nel 2013 un contratto per l’affitto di un intero edificio da centinaia di metri quadri dove sono state create lussuosissime suite, ma anche altri locali meno prestigiosi ma ugualmente adatti per essere aperti a un pubblico molto selezionato. E di casi analoghi ce ne sono decine.

Ricorda infine Gianluigi Nuzzi nel suo libro, Via Crucis, uno dei due usciti in questi giorni che a piene mani pescano nei documenti riservati arrivati da Oltretevere, che un appartamento di proprietà della Chiesa non viene quasi mai dato in locazione a prezzi di mercato. La riduzione, aggiunge, è clamorosa: oscilla tra il 30 ed il 100% rispetto ai prezzi medi. Questo determina mancati introiti per decine e decine di milioni e situazioni paradossali: alcuni beni costituiscono ormai delle autentiche passività, essendo divenuto incolmabile il disavanzo tra quanto si incassa con l’affitto e quanto si spende di manutenzione straordinaria.