Alessandro Camilli

Vigili d’Italia: la capo escort e l’ammazza Equitalia

vigileROMA – C’era, in provincia di Milano, un solerte vigile che, per venire incontro ai cittadini, li salvava da Equitalia proponendo un sostanzioso sconto sulle contravvenzioni: devi 500? Facciamo 250 in contanti e passa la paura. Nemmeno a dirlo, i 250, finivano poi nelle tasche del solerte tutore dell’ordine. C’era, un migliaio di chilometri più a Sud, a Palermo, un’avvenente bionda che, per hobby e un po’ per professione, faceva la maitresse in un centro massaggi, offrendo i classici “extra”. Due storie legate dalla divisa dei protagonisti, vigili urbani entrambi.

Vigili d’Italia che fanno rimpiangere il vigile per antonomasia: Alberto Sordi. Il “pizzardone” interpretato  da Sordi nel celeberrimo film di Luigi Zampa era infatti ingenuo e sbadato, capace di creare più danni che benefici alla circolazione stradale e non solo, ma era onesto. Caratteristica questa che manca assolutamente ai vigili protagonisti delle due vicende su citate. Ad accomunare il vigile milanese dal cuore d’oro e la vigilessa palermitana dalle bionde chiome tutto ma non certo l’onestà. Il primo è ora ai domiciliari, la seconda anche.

Mi potranno condannare per che cosa? – si chiedeva nelle intercettazioni fatte della Guardia di Finanza Tiziano Boselli,  ex comandante dei vigili urbani di Pieve Emanuele (Mi) – Per aver fatto del bene alle persone? Con i problemi economici che ci sono”. Il “ghisa”, nomignolo dei vigili milanesi, in una telefonata intercettata con un’automobilista multata a cui chiedeva 250 euro in contanti, diceva: “Io le dico la verità … in questo momento sto infrangendo la legge però vabbe’, male che vada cosa vuoi che mi fanno… “. E in un’altra intercettazione affermava: “Noi abbiamo deciso con l’amministrazione comunale, di fare una cosa di questo tipo … Che è evitare di mandare la gente a Equitalia, no, perché se lei ad esempio la dovessi mandare questa pratica a Equitalia … le sanzioni sarebbero il doppio”. E ancora: “Noi abbiamo fatto queste comunicazioni appunto per evitare alle persone di andare a finire in mano a Equitalia”.

Un cuore d’oro quello di Boselli che lo portava a lasciare ai poveri automobilisti persino il suo numero di cellulare: “In caso di problemi mi chiami, le lascio il mio numero, di solito non lo do a nessuno…”. Un cuore d’oro che ha portato nelle tasche del vigile, nei soli 4 mesi in cui è stato controllato dalla Finanza, almeno 9 mila euro in contanti. E un cuore d’oro che ha portato, al contrario, un ammanco nelle casse pubbliche di oltre 20 mila euro. Ora, con le accuse di falso, truffa, abuso d’ufficio e frode informatica, gli uomini della guardia di finanza di Magenta hanno arrestato Boselli. Da giovedì mattina l’uomo, che è stato alla guida della polizia locale di Pieve per quasi vent’anni, è ai domiciliari. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dal pm Antonio D’Alessio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il comandante, dopo avere intascato in contanti i soldi chiesti per “sanare” l’infrazione, rilasciava regolare ricevuta e cancellava dal sistema informatico la multa. Ma faceva anche di più: a Boselli viene anche contestato infatti il rilascio di una decina di pass invalidi che non avevano la regolare documentazione sanitaria dell’Asl (in alcuni casi mancava del tutto). Inoltre, l’ex comandante, avrebbe messo in atto un sistema per evitare la decurtazione dei punti sulla patente. In pratica, avrebbe consigliato ad alcuni automobilisti di indicare come conducenti dell’auto al momento dell’infrazione dei cittadini extra europei. Alcune di queste patenti extra Ue sono state sequestrate nel suo ufficio insieme a 5.200 euro in contanti. Il comandante, già all’indomani della perquisizione nel suo ufficio, aveva rassegnato le sue dimissioni.

Per una storia con un protagonista uomo che arriva dal Nord, ce n’è un’altra che arriva dal Sud della nostra Penisola con una protagonista donna. “Sarebbe stata una vigilessa della Municipale di Palermo – scrive il Corriere della Sera – la mediatrice degli incontri hot che si tenevano in alcuni centri relax chiusi dopo un blitz della Polizia. Otto persone sono state arrestate a Palermo dalla Squadra Mobile nell’ambito di un’indagine denominata ‘Relax time’ su un giro di prostituzione dietro il paravento oramai consueto dei centri di massaggio. Tre appartamenti dove si svolgevano incontri erotici a pagamento sono stati individuati nel centro della città, due in via Petrarca e uno in via Vigo. Dieci persone in totale sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare: sei in carcere, due ai domiciliari, mentre per altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria”.

La vigilessa, che risponde al nome di Anna Teresi, di 41 anni, è finita ai domiciliari, accusata di aver adescato ragazze per il centro benessere, intascando un quinto del ricavato della prestazione. Lei stessa, inoltre, si sarebbe prostituita per soldi all’interno del centro di via Petrarca.

 

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