Balotelli, “negro”, “buu”… Il poveraccio è chi va allo stadio per insultare

di Antonio Buttazzo
Pubblicato il 5 Novembre 2019 15:44 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2019 15:44
Balotelli, "negro", "buu"... Il poveraccio è chi va allo stadio per insultare

Balotelli calcia il pallone contro la curva del Verona

ROMA – Corre fino al limite del campo, poi si ferma. Prende il pallone con le mani e lo calcia verso la curva degli ultras veronesi che lo insultano ad ogni dribbling. Negro. Buuu. Banane in campo. Torna nella savana.

Magari quella pallonata avrà colpito in faccia un tale che tornando a casa avrà trovato come cena un po’ di pizza al taglio. Con 1.500 euro al mese c’è poco da scialare. Mentre il “negro” andrà a cena in un ristorante di lusso in centro. Quel tale, a casa, ci sarà andato con il 38 barrato, mentre il “negro” al ristorante è arrivato con la Maserati, quella che normalmente parcheggia sul marciapiede o al posto degli handicappati.

Il tifoso del Verona, a casa, un appartamentino in affitto alla periferia di Verona, trova ad aspettarlo uno scaldabagno in bigodini e ciabatte incazzata perché la domenica la lascia sempre sola per andare a vedere la partita di pallone. Il “negro” dopo il ristorante torna nel suo superattico in pieno centro, dove l’aspetta una che di nome fa Elodie. Non so esattamente cosa faccia ma è una gran gnocca.

Alla fine del mese, quello che urlava dagli spalti, guarderà la busta paga e sbiancherà come gli capita sempre più spesso. Il Governo gli ha decurtato altri 32,68 euro dal salario. Questo mese, una ricarica del cellulare in meno. Il “negro” intanto, avrà speso in quel ristorante quanto quello incazzato che gli urla allo stadio ogni volta che tocca palla, guadagna in due mesi.

Quello che aspetta la domenica per andare a gridare allo stadio contro il “negro”, proprio lui, ogni mattina si sveglia all’alba per andare al lavoro. Torna in tarda serata, prima è passato dal bar a bere un bianchetto con gli amici, stramaledicendo il Governo dei “comunisti” che “ci fa invadere dagli stranieri”. Il “negro” la mattina si sveglia alle 11 e va a tirare due calci al pallone. Poi va al jockey club a bere champagne pilluccando tartine al caviale con una mezza dozzina di strafighe fino a tarda notte. Del Governo, di destra o di sinistra, non gliene frega niente, può prendersi anche questo lusso.

Quello che si è beccato la pallonata in faccia dal “negro”, se gli viene un infarto allo stadio, eventualità probabilissima dato come urla, si ritrova in barella per 3 giorni aspettando lo visitino al pronto soccorso. Se il “negro” si sloga l’alluce, una decina di primari di ortopedia accorrono al suo capezzale. In una lussuosa clinica privata.

Poi, quota cento o non quota cento, intorno ai 70 anni, con le coronarie andate per il tanto sgolarsi, a quel tifoso lo mandano in pensione con un calcione nel sedere. Gli daranno 900 euro al mese. E lui festeggerà al pomeriggio con bitter san pellegrino e qualche oliva al “Verona Hellas Ultras club”. Magari la sera una birra con i suoi amici dello Stadio. In fondo ha avuto pure fortuna ad andarci in pensione.

Il “negro”, poveraccio, a 40 anni smetterà di lavorare, cioè di girare il mondo in prima classe tirando calci ad un pallone. Farà una grande festa allo SportingClub di Montecarlo. Poi, un giretto sullo yacht dei suoi amici, valutando come dovrà passare il tempo nei prossimi 40/50 anni. Dovrà scegliere se in qualche studio televisivo commentando le partite, o allenare in Quatar, insomma cose così, molto impegnative. Avrà tanti di quei soldi da avere sistemato le sue tre prossime generazioni. Ed in tutto questo, attenzione, il “negro” è Balottelli.